Joel Lorenzo aveva confessato di aver partecipato all’omicidio di Margherita Ceschin, avvenuto giovedì 22 giugno 2023 a Conegliano, seguendo le indicazioni dell’ex marito della vittima. Proprio per il suo aiuto durante le indagini, l’accusa ha escluso l’ergastolo per il 26enne.
Omicidio Ceschin
L’80enne Enzo Lorenzon, morto il 4 agosto 2025, aveva commissionato l’omicidio dell’ex moglie a tre dominicani: Mateo Garcia, Sergio Antonio Lorenzo e Joel Luciano Lorenzo.
La confessione di Joel è stata fondamentale per confermare che l’80enne era coinvolto, infatti, si era stancato di versare 11mila euro mensili all’ex compagna. Il dominicano, durante i colloqui con gli inquirenti, aveva detto che non è stato coinvolto direttamente nella morte della signora, ma che ha fatto da palo in via XXVIII aprile per altri quattro dominicani, tra cui suo fratello e un killer professionista.
Di fatto, Lorenzon avrebbe contattato Sergio Lorenzo, cugino della sua ex amante Dileysi Guzman, per organizzare l’omicidio. Sergio Lorenzo, a sua volta, avrebbe coinvolto il fratello Joel, che avrebbe messo in contatto il gruppo con Mateo Garcia.
Chiesti 25 anni per Joel Lorenzo
Visto il suo aiuto durante le indagini, l’accusa non ha chiesto l’ergastolo per il “palo” dell’omicidio, come è successo per il fratello, ma 25 anni di reclusione. In particolare, oltre ad aver confessato e aiutato nelle indagini, ha anche accettato che fosse acquisito l’intero fascicolo d’indagine, superando così la regola del contraddittorio.
Ciò ha agevolato di molto il processo e perciò potrebbero essergli concesse varie attenuanti che potrebbero farlo diventare nuovamente un uomo semi-libero tra 12 anni e mezzo.
Di fatto, se dovesse andare così, potrebbe uscire di giorno dal carcere per lavorare o studiare, tornando in carcere verso sera. Questa possibilità, però, può avverarsi solo una volta che Joel ha scontato metà della pena, durante la quale deve mantenere una buona condotta, come sta già facendo.
Infatti, il dominicano ha ricevuto un encomio dal penitenziario di Verona per il suo lavoro all’interno e anche per aver organizzato uno spettacolo teatrale.
Inoltre, il 26enne ha affermato che risarcirà le parti offese, tra cui Paolo Ceschin, il fratello della vittima, e le figlie di Margherita, con il suo lavoro mentre si trova in carcere, o almeno ci proverà visto che l’avvocato Laura Pellegrino, che assiste uno delle figlie e suo marito, ha chiesto 1,2 milioni di euro come risarcimento.
La sentenza che dovrebbe chiudere ufficialmente il processo è stata fissata per martedì 28 aprile 2026.