Nei guai

Omicidio Colleferro, esulta sui social per la morte di Willy: denunciato 23enne di Treviso

Si tratta di uno studente universitario che si nascondeva, utilizzando provider esteri, dietro un profilo fake a nome Manlio Germano.

Omicidio Colleferro, esulta sui social per la morte di Willy: denunciato 23enne di Treviso
Treviso, 18 Settembre 2020 ore 19:01

Subito dopo la morte del giovane Willy Monteiro Duarte, deceduto a Colleferro a seguito di percosse, aveva esultato sui social.

Studente universitario esperto di informatica

Pensava di farla franca nascondendosi dietro un profilo fake, il ragazzo di 23 anni, residente a Treviso che, subito dopo la morte del giovane Willy Monteiro Duarte, deceduto a Colleferro a seguito di percosse, aveva esultato sui social con frasi che avevano sconcertato l’opinione pubblica tanto da provocare molteplici segnalazioni di protesta da parte di cittadini indignati. Studente universitario, esperto di informatica, aveva “postato” il suo odio e la sua intolleranza razziale arrivando a definire “eroi” gli assassini per “aver ucciso una persona di colore”, definendolo “scimpanzé” .

Omicidio Colleferro, esulta sui social per la morte di Willy: denunciato 23enne di Treviso

Si appoggiava a provider esteri

Oltre ad aver creato un personaggio virtuale, cui aveva dato il nome di Manlio Germano, il sottosegretario interpretato da Claudio Amendola nel film “Caterina va in città” del regista Virzì, il giovane si connetteva ai social network attraverso provider esteri, addirittura utilizzando tecniche di anonimizzazione in grado di mascherare le tracce informatiche della navigazione, convinto che sarebbe stato impossibile rintracciarlo.

Denunciato

All’esito di un’ attenta e meticolosa indagine, espletata attraverso le più moderne tecniche di analisi informatica e di ricostruzione del traffico telematico, resa ulteriormente complessa dalle connessioni sui provider esteri, la Polizia Postale di Roma e Latina con la collaborazione dei colleghi specialisti di Firenze, è riuscita comunque a risalire all’autore dello spregevole post, a rintracciarlo presso un albergo del capoluogo toscano ed a deferirlo alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina che coordina le complesse indagini informatiche.

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