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Polegato: “Positiva l’entrata del Prosecco DOCG nella lista di tutela del mercato cinese”

Nell’anno del Covid è record per il Made in Italy alimentare in Cina con un balzo del 20,5% nel 2020, supera per la prima volta il mezzo miliardo di euro

Polegato: “Positiva l’entrata del Prosecco DOCG nella lista di tutela del mercato cinese”
Cronaca Treviso, 04 Marzo 2021 ore 07:53

“Piena soddisfazione da parte nostra per questa notizia che vede anche il Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene nella lista dell’accordo di tutela tra Cina e Ue”. Con queste parole Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso accoglie la buona notizia che, come detto, ha visto inserire il Prosecco Superiore docg con Soave, Bardolino Superiore, l’olio veneto Dop, formaggio Asiago, Grana Padano e Parmigiano Reggiano  in una speciale lista di tutela per il mercato cinese  grazie all’accordo siglato tra Unione Europea e il Gigante Asiatico.

Prodotti DOP

Queste le tipicità venete che rientrano tra i prodotti italiani a denominazione di origine protetti mentre per tutti gli altri il rischio è che la mancata protezione lasci spazio alle imitazioni delle specialità tricolore in un Paese in grande espansione. Nell’elenco divulgato in occasione dell’intesa sono soggetti a mutua protezione 200 prodotti a denominazione di origine, 26 dei quali sono italiani tra i 100 dell’Unione Europea.

Nell’anno del Covid è record storico per il Made in Italy alimentare in Cina con un balzo del 20,5% nel 2020 ed un valore che supera per la prima volta il mezzo miliardo di euro. Si tratta di un risultato importante ottenuto in netta controtendenza rispetto alle difficoltà determinate dalla pandemia agli scambi commerciali che conferma l’apprezzamento dei cinesi per cibi e bevande nazionali.

Continuare a rinforzare

“Il trattato e’ un primo passo ma insufficiente con appena il 3% dei prodotti italiani a indicazione di origine presenti.  E’ positiva tuttavia la volontà di procedere nel tempo ad un allargamento della lista. In questo contesto è importante anche lavorare al superamento delle barriere tecniche ancora presenti per le esportazioni nazionali” afferma Polegato.

“Se infatti è stato rimosso nel 2016 il bando sulle carni suine italiane e nel 2018 le frontiere si sono aperte in Cina per l’erba medica italiana, al momento per quanto riguarda ad esempio la frutta fresca l’Italia può esportare in Cina solo kiwi e agrumi mentre sono ancora bloccate le mele e le pere oggetto di uno specifico negoziato” conclude la Coldiretti.

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