Oggi l'inaugurazione

Ponte Morandi, ditta trevigiana coinvolta nella ristrutturazione dell’elicoidale: toglierà dal blocco i genovesi diretti a Milano – FOTO

"Euroedile" di Postioma, frazione di Paese, ha adottato una tecnica di ponteggio particolare per accorciare i tempi di lavorazione.

Ponte Morandi, ditta trevigiana coinvolta nella ristrutturazione dell’elicoidale: toglierà dal blocco i genovesi diretti a Milano – FOTO
Treviso, 03 Agosto 2020 ore 11:22

Tra le ditte che hanno lavorato per l’elicoidale morandi a Genova ce n’è una anche veneta. La trevigiana Euroedile che ha adottando dei sistemi particolari di ponteggio per velocizzare i lavori.

Rampa di raccordo

Si chiama “elicoidale Morandi”, ed è la rampa di raccordo tra il nuovo ponte San Giorgio di Genova (ex Morandi), che verrà inaugurato oggi, lunedì 3 agosto 2020, nel capoluogo ligure, e la A7 e A10. La struttura era stata progettata e costruita da Riccardo Morandi contemporaneamente al ponte crollato il 14 agosto del 2018 e con la sua ristrutturazione contribuirà a togliere dal blocco, al quale sono costretti da due anni, i cittadini genovesi che dal capoluogo ligure sono diretti a Milano. Anche qui nel febbraio scorso erano state rilevate criticità strutturali che dovevano essere sistemate per rendere possibile l’apertura del nuovo ponte San Giorgio.

Da Postioma con “furore” (e tanta competenza)

Per rimettere in sicurezza e praticare un restyling radicale dello svincolo, dallo scorso dicembre ha operato a Genova una dozzina di addetti di “Euroedile”, società dei ponteggi speciali di Postioma di Paese, nel Trevigiano, scelta dal general contractor per la particolarità di ponteggi. Uno in particolare.

“Un ponteggio elettrico per la ristrutturazione dei muri laterali, mai montato prima su una pendenza vicina al 40%- fa sapere Nereo Parisotto titolare di “Euroedile”. Ma anche il montaggio di strutture sospese al servizio di altre imprese impegnate sulle opere di ripristino del viadotto senza interferire con le attività che si svolgono al livello superiore e senza dover montare il castello di impalcature da quota zero”.

La rampa, che compiendo un intero arco di 360 gradi supera un dislivello di una cinquantina di metri, la scorsa settimana ha superato le operazioni di collaudo dopo i lavori di sistemazione effettuati dalle cinque imprese tra appaltatore e subappaltatori, con una presenza media giornaliera di circa 140 persone. Tra di loro, chiamati per le opere di ponteggio, anche la trevigiana “Euroedile”. L’azienda, leader di settore a livello europeo sotto le direttive del geometra Daniele Crosato è intervenuta realizzando, per il cantiere ligure, diverse tipologie di ponteggi alcune delle quali studiate ad hoc dall’ufficio tecnico capitanato dall’ingegner Alessandro Zanatta. Le tecniche brevettate ed usate in esclusiva dall’impresa veneta, in altri termini, hanno consentito di “appendere” ai manufatti stessi i piani di lavoro dei cantieri che riguardano infrastrutture sopraelevate, risparmiando circa l’80% dei materiali altrimenti richiesti dai sistemi tradizionali ed accorciando così i tempi della fase preparatoria. E tutto questo con l’ulteriore vantaggio di lasciare completamente sgombra la sommità delle strutture oggetto degli interventi, evitando perciò di rallentare altre attività mentre i ponteggi vengono installati.

L’importanza degli impianti di “Euroedile”

Nel caso della rampa elicoidale di Genova, gli impianti di “Euroedile” hanno permesso alle diverse ditte incaricate della ristrutturazione dello svincolo di eseguire in modo fluido e sicuro le rispettive operazioni, comprese quelle di realizzazione di muri di contenimento della parete rocciosa, in alcuni casi con una pendenza vicina al 40%, alla quale per un lungo tratto la corsia si appoggia.

“Qui a Genova siamo riusciti a terminare i lavori a noi richiesti addirittura in anticipo rispetto ai tempi previsti– spiega con orgoglio Nereo Parisotto – ed i fattori determinanti sono stati molteplici. L’emergenza coronavirus ci aveva fatto temere il rallentamento del cantiere. A nostro favore la deroga governativa allo stop delle attività nel cantiere Morandi; le condizioni meteorologiche favorevoli e sicuramente l’alta specializzazione del nostro personale e la buona progettazione preventiva ci hanno consentito di proseguire speditamente i lavori e portarli a termine prima di quanto preventivato”.

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