La tragedia nel 2021

Prima sentenza per la morte di Mattia Battistetti: condannati in tre su sei a processo

Oltre ai sindacati, anche la madre si è detta insoddisfatta: "Continueremo a combattere"

Prima sentenza per la morte di Mattia Battistetti: condannati in tre su sei a processo

Nella giornata di mercoledì 18 marzo 2026, è stata emessa la prima sentenza del processo per la morte di Mattia Battistetti, operaio morto sul lavoro nell’aprile del 2021.

La sentenza per la morte di Mattia Battistetti

Poco dopo le 8 di giovedì 29 aprile 2021 un giovane operaio della Altedil, Mattia Battistetti, 23enne di Montebelluna, pare a causa del cedimento di un ponteggio, è stato travolto da un pesante carico all’interno del cantiere edile Bordignon Costruzioni, in via Magellano. Purtroppo il ragazzo è rimasto schiacciato sotto il peso di diversi quintali, morendo sul colpo.

Dopo quasi cinque anni dalla sua morte e più di venti udienze, è arrivata la sentenza in primo grado.

Il giudice Alice Dal Molin ha assolto tre dei sei indagati perché i fatti non sussistono: Bruno Slavatori, 59enne di Mogliano, legale rappresentante della Essebi, ditta che aveva installato la gru da cui è caduto il carico di impalcature; Gianantonio Bordignon, 58enne di Volpago del Montello, responsabile dei lavori del cantiere di via Magellano; Andrea Gasperetto, 46enne di Istrana, legale della Altedil di Trevignano.

Questa decisione, quindi, esclude anche i vertici delle rispettive aziende, ma rispecchia quello che il PM aveva richiesto, anche per la scarsa collaborazione dimostrata dagli imputati.

Sono stati dichiarati colpevoli: Marco Rossi, 43enne di Montebelluna, dipendente della Bordignon e responsabile del servizio di protezione; Loris Durante, 46enne di Volpago, macchinista che operava la gru; Gabriele Sernagiotto, 63enne di Montebelluna, coordinatore della sicurezza in cantiere. La pena è di un anno e sei mesi di reclusione, con pena sospesa e non menzionata nel casellario giudiziario.

Per di più, dovranno pagare le spese legali e un risarcimento del danno alle parti civili, tra cui la mamma, il padre e la sorella di Mattia.

Le proteste

La sentenza ha fatto infuriare molti dei presenti in aula, oltre alla madre di Mattia che ha affermato che usciva dal tribunale con un dolore ancora più grande e si aspettavano qualcosa di diverso. Inoltre, erano presenti diverse organizzazioni sindacali, a cui si sono aggiunti anche Lamborghini e Fiom di Bologna, che si erano costituiti come parte civile.

Come riporta TrevisoToday, Papa Leone XIV aveva scritto alla madre di Mattia e le ha detto che oggi avrebbe pregato per lei. Tuttavia, come lei stessa ha affermato, neanche questo è servito.

La decisione del giudice ha causato una protesta, proprio fuori dal tribunale, da parte di molti. Infatti, come riassume un post della Fiom Cgil Reggio Emilia:

NON C’È VERA GIUSTIZIA se non sono ritenuti responsabili coloro che hanno il dovere di garantire la tutela della salute, della sicurezza e della VITA di chi si sveglia per andare a lavorare e non torna più a casa.

LA NOSTRA VITA VALE PIU’ DEL VOSTRO PROFITTO!”.

La famiglia, ancora al tempo della seconda udienza, aveva infatti dichiarato:

“Nessuna morte sul lavoro è una fatalità. In particolare, non lo è la morte di Mattia, che porta con sé tutti gli elementi di negligenza che condannano migliaia di lavoratori a non fare ritorno a casa”.