Foto e video su una chat

Professoressa di Treviso e compagno giornalista arrestati per pedopornografia e abusi

Le indagini partite dalla denuncia presentata dall'ex compagno della docente, dopo che la figlia sedicenne ha scoperto contenuti sospetti sui dispositivi elettronici della madre

Professoressa di Treviso e compagno giornalista arrestati per pedopornografia e abusi

Una professoressa di Treviso, di 52 anni, e il suo compagno, un giornalista di 48 anni, sono stati arrestati sabato 14 marzo 2026. Per i due le accuse formulate dalle Procure di Roma e Treviso riguardano violenza sessuale su minori, detenzione e diffusione di materiale pedopornografico.

Pedopornografia e abusi sulla figlia e i nipoti

A dare il via alle indagini è stata la denuncia presentata dall’ex compagno della professoressa indagata, dopo che la figlia sedicenne ha scoperto contenuti sospetti sui dispositivi elettronici della madre.

Le indagini hanno evidenziato un sistema di abusi che coinvolgeva i parenti della docente. Oltre alla figlia, sarebbero coinvolti anche due bambini di 5 e 8 anni, nipoti della 52enne.

Foto e video scambiate e commentate su una chat

Il sequestro di telefoni cellulari, computer e tablet ha permesso agli inquirenti di analizzare una mole ingente di dati. Il materiale veniva scambiato tramite chat tra il quarantottenne, ex vicedirettore di un telegiornale nazionale, e l’insegnante impiegata presso un liceo della Marca.

All’interno delle memorie digitali sono stati rinvenuti video e scatti ritraenti la figlia sedicenne della docente e i due nipoti. Secondo quanto emerso dalle perizie forensi, i file mostravano atti espliciti e parti intime dei minori.

I due bambini sarebbero stati indotti a subire palpeggiamenti nelle zone genitali dalla zia, la quale documentava le azioni con riprese video poi inviate al compagno. I messaggi analizzati dagli investigatori contenevano commenti descritti come “inequivocabilmente” legati a pulsioni pedopornografiche.

Dalle analisi dei dispositivi elettronici è emerso un sistematico scambio di materiale pedopornografico. La docente avrebbe scattato foto e girato video alla figlia adolescente a sua insaputa, spesso mentre la giovane dormiva o si trovava in bagno. Le indagini indicano che tali azioni avvenivano su esplicita istigazione del compagno. In una chat, la cinquantaduenne rispondeva alle richieste di nuovo materiale affermando:

“Ho assi nella manica, tu mi hai dato incarichi e io ho rispettato le consegne”.

Il giornalista, dal canto suo, sollecitava i resoconti delle sensazioni provate durante gli abusi.

Gli inquirenti stanno ora lavorando per determinare se il materiale raccolto e commentato dalla coppia fosse destinato esclusivamente al consumo privato o se esistesse una rete di diffusione più ampia. Al momento dell’arresto, entrambi gli indagati hanno scelto di non rilasciare dichiarazioni ai militari.

Una relazione che va avanti da nove anni

La relazione tra il quarantottenne, ex vicedirettore di un telegiornale nazionale e dirigente d’azienda, e la cinquantaduenne, insegnante di liceo, risalirebbe a circa nove anni fa. I due si erano conosciuti a Roma quando lui lavorava per la carta stampata e lei gestiva l’ufficio stampa di un teatro.

Secondo quanto emerso dalle audizioni protette, la figlia della professoressa, oggi sedicenne, aveva intuito da tempo la natura del legame, nonostante i tentativi della madre di far passare il complice come un semplice amico di famiglia.