La crisi del prosecco è iniziata ormai sei mesi fa, quando Donald Trump ha impostato i dazi al 15% sulle importazioni dei vini europei, ma nel primo bimestre del 2026 possiamo vedere come la situazione stia peggiorando. Di fatto, a gennaio e febbraio 2026, l’imbottigliamento del prosecco, sia doc che docg, ha registrato un calo tra il 15 e il 20% .
Prosecco in difficoltà
Ci si aspettava di non rispecchiare i numeri dell’anno scorso, visto che molti importatori americani hanno fatto scorta prima dell’introduzione dei dazi, ma con la guerra in Medio Oriente e l’aumento del costo del petrolio la produzione di prosecco potrebbe risentirne.
In particolare, solo nel mese di gennaio la produzione di Bottiglie Valdobbiadene Superiore è calate di 17 punti percentuali. Febbraio ha registrato un piccolo miglioramento, con una crescita del 1,7%, ma la situazione rimane comunque drammatica. Di fatto, confrontando il primo bimestre di ogni anno dal 2021 al 2026, c’è un calo generale del 7% rispetto alla media.
La guerra in Medio Oriente ha un effetto diretto sul costo del petrolio, soprattutto quando è interessato lo stretto di Hormuz visto che, prima dell’inizio del conflitto, vi transitavano ben 17 milioni di barili di greggio. Ad oggi, lunedì 9 marzo 2026, lo stretto ha riaperto solo formalmente, visto che l’hanno attraversato poche navi e comunque non possono passarvi le navi israeliane e americane.
Un mercato dal valore di 3,6 miliardi di euro all’anno
L’aumento del petrolio influenza anche il costo dei trasporti e delle materie prime come vetro e cartone. Di fatto, nonostante gli accordi commerciali con l’estero, se la guerra dovesse continuare per molto, anche le esportazioni ne risentiranno.
Come ha affermato Stefano Bottega, Federvini Confindustria Veneto Est, ai microfoni del Tgr:
“Credo sia necessario, chiaramente, avere le quantità giuste e corrette perché non manchi mai il prodotto, pensiamo siano di 5 milioni di ettolitri che sappiamo essere indispensabili, però l’aspetto che ritengo fondamentale è allargare il dibattito, coinvolgere le associazioni di categoria, anche a livello pubblico poiché non dimentichiamo che il fatturato del Prosecco è di 3,6 miliardi di euro all’anno e quindi è vitale per il nostro territorio”.

In particolare, nel 2025 il Prosecco Doc è stato lo spumante più venduto al mondo cin ben 667 milioni di bottiglie.
Per contrastare l’inflazione non si sa ancora quale sia la strategia che i produttori adotteranno, ma dovranno aspettare il prossimo Cda del Prosecco Doc per vedere quali saranno le regole da seguire.