Treviso

Rapina aggravata in via Castellana: due pregiudicati in manette

L'episodio intorno alle 5 del mattino. I due, brandendo un pistola, hanno fermato un nigeriano intimandogli di consegnare loro il portafoglio.

Rapina aggravata in via Castellana: due pregiudicati in manette
Treviso, 31 Agosto 2020 ore 14:55

Tratti in arresto in flagranza di reato due soggetti, residenti nella provincia di Treviso, pregiudicati, per il reato di rapina aggravata.

All’alba di ieri

Nella mattinata di ieri, domenica 30 agosto 2020, personale operante della Squadra Mobile e dell’U.P.G. e S.P della Questura di Treviso ha tratto in arresto in flagranza di reato due soggetti, residenti nella provincia di Treviso, pregiudicati, per il reato di rapina aggravata. In particolare, alle ore 05.00 del mattino circa i predetti, a bordo di una Fiat Punto di colore nero, hanno fermato lungo via Castellana un individuo di nazionalità nigeriana intimandogli di consegnare loro il portafoglio e quant’altro in suo possesso.

Avevano una pistola

Il malcapitato, minacciato dai malviventi che brandivano una pistola, si è visto costretto ad assecondare le richieste dei due che si sono poi dati ad una precipitosa fuga in direzione Treviso ma è riuscito comunque a dare una descrizione completa ed esaustiva dei due giovani, tanto delle loro caratteristiche fisiche quanto del loro abbigliamento, fornendo altresì il numero di targa della vettura utilizzata dai criminali. Uno dei due malfattori, attraverso rapide ed articolate indagini, è stato individuato e sottoposto a perquisizione.

Identificato anche il secondo rapinatore

Da successivi accertamenti è stato possibile risalire all’identità del secondo malfattore, presso il cui domicilio personale delle Volanti e della Squadra Mobile hanno rinvenuto l’arma utilizzata per la rapina, una replica in metallo priva del tappo rosso. I due, C.G. e A.N., entrambi pregiudicati rispettivamente di anni 27 e 23, sono stati tratti in arresto per rapina aggravata e, al termine degli accertamenti di rito, sono stati accompagnati presso i rispettivi domicili in attesa di giudizio in stato di detenzione domiciliare, come disposto dall’Autorità giudiziaria.

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