Coldiretti Treviso

Recovery plan alimentare: “Meno competizione estera e più posti di lavoro in Italia”

L'italia è in prima linea in Europa riguardo la qualità e sicurezza alimentare ed è possibile investire per ridurre la dipendenza alimentare dall’estero

Recovery plan alimentare: “Meno competizione estera e più posti di lavoro in Italia”
Cronaca Treviso, 19 Dicembre 2020 ore 17:30

I progetti elaborati nell’assemblea “L’Italia riparte dagli eroi del cibo” con la relazione del presidente nazionale Ettore Prandini e la partecipazione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del Ministro per gli Affari Europei Vincenzo Amendola in diretta streaming su www.coldiretti.it vedono come obiettivo una trasformazione sempre più importante dell’area alimentare, creando una spinta in salita entro i prossimi dieci anni, come previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza #Next Generation Italia.

Giorgio polegato, presidente di Coldiretti Treviso spiega  “L’italia è in prima linea in Europa riguardo la qualità e sicurezza alimentare ed è possibile investire per ridurre la dipendenza alimentare dall’estero e creare un milione di posti di lavoro nei prossimi 10 anni, tutto questo deve percorrere un cammino in parallelo con un pensiero di cambiamento rivolto all’ecosostenibilità: ad esempio creare foreste urbane per mitigare l’inquinamento in città, aree interne per risparmiare l’acqua, bioenergie per contrastare i cambiamenti climatici.

Il Recovery Plan

Il Recovery Plan è fondamentale per ritrovare l’equilibrio economico italiano che ha visto un dato negativo per gli agricoltori italiani e per fermare la competitività dei prodotti agroalimentari dei paesi esteri. I fondi europei, sottolinea la Coldiretti, vanno utilizzati per finanziare progetti strategici superando i limiti alla capacità di investimento nel comparto agricolo ed alimentare per portare benefici all’intero Paese con un impegno strategico di lungo periodo.

Per quanto riguarda le risorse idriche si punta alla transizione verde con una serie di bacini per la raccolta dell’acqua in modo da diminuire il rischio di alluvioni e frane, aumentare la sicurezza alimentare dell’Italia, garantire la disponibilità idrica in caso di incendi, migliorare il valore paesaggistico dei territori e garantire adeguati stoccaggi per le produzioni idroelettriche green in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni dell’UE per il 2030. Coldiretti sostiene che si tratta di un progetto ideato in collaborazione con con Anbi, Terna, Enel, Eni e Cassa Depositi e Prestiti, si pensa si possa arrivare a 6.000 invasi in aziende agricole per un volume totale di stoccaggio di 30 milioni di metri cubi, 4.000 grandi invasi interaziendali, consortili o pubblici, 10.000 nuovi impianti irrigui per un risparmio d’acqua di almeno il 30% e strutture medio piccole per la produzione idroelettrica.

Digitalizzazione

Sul fronte della digitalizzazione Coldiretti punta a interventi per la transizione digitale per i territori con difficoltà di connessione e per diffondere le tecnologie dell’innovazione digitale connettendo le macchine e gli strumenti dell’agricoltura di precisione, migliorare la vivibilità dei piccoli comuni e borghi rurali attraverso il miglioramento della connettività e della possibilità di accesso ai servizi digitali, recuperare “quelle terre abbandonate o incolte” che le nuove capacità di analisi, gli innovativi sistemi sensoriali e la diffusione della conoscenza, anche in relazione ai mutamenti climatici, potrebbero ritornare produttive. Per questo Coldiretti ha siglato con Tim e Bonifiche Ferraresi un accordo per portare la banda ultralarga nelle aziende grazie alla rete dei Consorzi Agrari d’Italia (Cai) per dare impulso all’agricoltura di precisione 4.0 attraverso l’uso dei big data e nuove soluzioni tecnologiche con una spinta su ambiente, sostenibilità e ripresa economica del Paese accelerando la transizione digitale dell’agroalimentare Made in Italy.

Coldiretti

Secondo Coldiretti ristrutturazioni strategiche riguardano ad esempio il settore della filiera cerealicola attraverso l’utilizzo della digitalizzazione e della automazione con progetti di filiera dal campo al prodotto finito. Gli obiettivi sono la riduzione dei costi di stoccaggio e trasporto, il risparmio energetico, il miglioramento dell’efficienza e delle rese nella lavorazione del grano, il recupero di aree industriali dismesse trasformandole in nuove attività produttive, il taglio delle emissioni. Un primato italiano, di grande successo è l’olio d’oliva nazionale, puntare al rilancio di questo significa mantenere il focus su ciò che ci ha dato fin’ora valore e trovare nuove strategie per farlo crescere, nuovi uliveti, nuovi impianti di irrigazione e costruzione di pozzi o laghetti, anche in maniera consorziata, favorendo la raccolta meccanizzata delle olive con macchinari che riducano i tempi e costi di raccolta.

Ultimo settore

Per il futuro è necessario concentrarsi anche sull’ allevamento e la quarta gamma dei prodotti pronti al consumo come le insalate in busta se si vuole dare una vera svolta in crescendo all’economia del nostro paese. Coldiretti ritiene sia doveroso concetrarsi su un piano di azione che punti tramite l’energia ricavata da fonti rinnovabili a ridefinire la filiera bovina, suina, avicola e dell’ortofrutta in modo tale da migliorare la fertilità del territorio e ridurre sostanze nocive all’ambiente. Il progetto sulla zootecnia prevede la realizzazione di almeno un impianto di produzione del latte in polvere che consenta di togliere dal mercato ingenti quantitativi di latte proveniente da una filiera nazionale di oltre 700 allevatori,  in modo da ridurre gli sprechi e rendere il sistema più sostenibile.

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