Ricatto con foto hot, titolare di un bar del Trevigiano ridotto sul lastrico

L'uomo veniva ricattato con delle fotografie compromettenti e per far fronte alle spese ha dovuto cedere la sua attività, finendo sul lastrico.

Ricatto con foto hot, titolare di un bar del Trevigiano ridotto sul lastrico
Cronaca Montebelluna, 22 Luglio 2019 ore 15:01

Ricatto con foto hot, titolare di un bar del Trevigiano ridotto sul lastrico

Ricatto con foto hot. Come riportato dai colleghi de La Riviera.it, i Carabinieri della Stazione di Ventimiglia Alta hanno arrestato due italiani, un uomo e una donna di 36 anni e 25 anni, residenti a Ventimiglia, già noti alle Forze dell’Ordine, destinatari di un provvedimento di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari.

Il titolare di un bar in provincia di Treviso caduto nella truffa

I fatti risalgono al febbraio 2016, quando la giovane donna conosce su un noto social network il titolare di un bar in Provincia di Treviso: dopo poco tempo i due cominciano a scambiarsi fotografie intime a sfondo sessuale, fino a quando improvvisamente lei gli rivela di essere minorenne e gli chiede la somma di 6.000 euro per non divulgare le foto e i file.

La somma viene pagata, ma le richieste continuano: ai primi 6.000 euro se ne aggiungono altri 4.000 perché la presunta minorenne si sarebbe accorta di un tentativo di intrusione sul suo pc da parte di un fantomatico hacker, contattato sempre online dalla vittima con la promessa di ripulire la rete dalle foto e dai dati compromettenti, il tutto dietro compenso di ulteriori 2.000 euro.

Il fantomatico hacker e le continue richieste di soldi

Nell’autunno 2016 altre richieste, questa volta da parte dell’”hacker”, che gli chiede 10.000 euro per sostenere delle spese legali a seguito di un arresto in Venezuela; intimorito dalla possibilità che questi potesse divulgare i dati sensibili, la vittima arriva a versargli in diverse rate un totale di circa 25.000 euro, venendo anche costretto a cedere la propria attività per recuperare il denaro.

Il coraggio di denunciare arriva nell’ottobre del 2017, quando a fronte di una richiesta pervenuta questa volta da un sedicente appartenente alla Polizia Postale in possesso del materiale pedopornografico, la vittima si rivolge ai Carabinieri di Montebelluna in Provincia di Treviso, raccontando dettagliatamente tutti i fatti.

La coppia responsabile identificata

Le indagini che ne sono conseguite hanno permesso di identificare compiutamente la coppia quale responsabile degli eventi: la giovane donna si è finta minorenne adescando l’uomo mentre il compagno ha fatto finta di essere sia l’hacker che l’appartenente alla Polizia Postale, riducendo sul lastrico la malcapitata vittima.

Grazie alla fattiva collaborazione e sinergia tra i militari della Compagnia di Montebelluna (TV) e quelli della Stazione di Ventimiglia Alta, che hanno rintracciato la coppia nella Città di confine, venerdì scorso è stato possibile infine eseguire il provvedimento cautelare emesso dal Tribunale di Venezia, per il quale ora i due dovranno rispondere di fronte all’Autorità Giudiziaria del grave reato di estorsione aggravata e continuata.