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Treviso

Sanatoria migranti "irregolari" e abolizione decreti sicurezza: l'appello

Appello sottoscritto da Adl Cobas Treviso, Caminantes, Coalizione Civica per Treviso e Cs Django: "Effetti deleteri dimostrati dai fatti".

Sanatoria migranti "irregolari" e abolizione decreti sicurezza: l'appello
Cronaca Treviso, 29 Gennaio 2020 ore 15:14

Sanatoria migranti "irregolari" e abolizione decreti sicurezza: l'appello

Appello per l’abolizione dei decreti sicurezza e una sanatoria dei migranti “irregolari”. Lo hanno promosso Adl Cobas Treviso, Caminantes, Coalizione Civica per Treviso e Cs Django. "Abbiamo contestato all’epoca della loro approvazione i “decreti sicurezza” voluti dall’allora Ministro dell’Interno Salvini: oggi i primi bilanci sui loro effetti superano, purtroppo, le nostre peggiori previsioni Amnesty International Italia ha reso pubblico nei giorni scorsi un rapporto proprio su questo tema. L’autore del dossier, Marco Omizzolo, ha affermato, tra l’altro: “Gli effetti del Decreto legislativo 113/2018 si sono diffusi su ambiti diversi dell’accoglienza e dunque sulla vita complessiva dei migranti in Italia e in particolare dei richiedenti asilo portando a una progressiva marginalizzazione e precarizzazione del loro quotidiano nel paese”. Come era facilmente prevedibile, i “decreti sicurezza” hanno nettamente peggiorato il sistema di accoglienza nel nostro Paese e stanno creando ghettizzazione sociale e povertà economica con il conseguente incremento del numero delle vittime dello sfruttamento lavorativo e delle attività criminali. “Le misure previste hanno un impatto devastante sulla vita delle persone presenti sul territorio italiano, togliendo loro un’identità, trasformandole in fantasmi privandole di alloggio o di cure mediche. Oltre a non rappresentare la soluzione di alcun problema sono semplicemente disumane: sono necessarie modifiche sostanziali del decreto che riconoscano il diritto a una vita dignitosa e all’esercizio reale dei diritti fondamentali garantiti dai principi costituzionali e internazionali” ha spiegato Gianni Rufini, direttore di Amnesty International Italia".

"Effetti pesantemente negativi dimostrati dai fatti"

E ancora. "Riteniamo che abolirli sia necessario anche per eliminare le norme contenute nei decreti che riguardano la “pubblica sicurezza” perché, come sosteneva l’associazione Antigone all’epoca dell’approvazione del “decreto sicurezza-bis”: “Le norme in materia penale e di polizia si caratterizzano per un tratto comune, ossia una forma ulteriore di criminalizzazione del dissenso che non è giustificabile con la necessità di garantire manifestazioni pacifiche. Si tratta dunque di norme in materia di manifestazioni pubbliche che prevedono aumenti di pena o nuove circostanze aggravanti, andando addirittura a irrigidire il testo unico di Polizia del 1931 di epoca fascista”. E ancora: “Si assiste a un irrigidimento di pene e sanzioni che rompono il principio di proporzionalità che dovrebbe governare il sistema penale. Il fine ultimo sembra proprio quello della criminalizzazione del dissenso”. Non va neppure dimenticato come la norma del primo “decreto sicurezza” che prevede l’estensione a tutti i soggetti privati della vendita dei beni immobili confiscati alle mafie rappresenti una sconfitta rispetto all’obiettivo dichiarato di riutilizzo sociale di quei beni e comporti forti rischi che la criminalità organizzata possa riappropriarsene".

Regolarizzare i migranti "irregolari", una priorità

Infine la conclusione: "Insieme all’abolizione dei “decreti sicurezza” riteniamo che si urgente l’approvazione di un provvedimento di regolarizzazione della permanenza nel nostro Paese dei migranti “irregolari” il cui numero è aumentato proprio per effetto dei “decreti sicurezza” e che sfiorerebbe ormai le 700.000 persone. Si tratta di un provvedimento necessario nell’immediato per permettere a centinaia di migliaia di lavoratori stranieri, in primo luogo, di essere tutelati da un contratto di lavoro e di godere dell’assistenza sanitaria. Sarà poi necessaria una radicale modifica della normativa in materia di immigrazione (ancora ferma alla legge Bossi-Fini) che ha dimostrato in questo decennio la propria inadeguatezza sia alla tutela dei migranti che rispetto alla domanda di lavoratori di tanti settori della nostra economia. Il senso di umanità, il rispetto del dettato costituzionale e dei trattati internazionali sottoscritti dal nostro Paese chiedono oggi, prima di tutto, subito l’abrogazione dei “decreti sicurezza” e un provvedimento di regolarizzazione".