Cronaca
Al Consiglio di Stato

Sentenze "Bosco Verticale" ed "Ex Edison" il Comune valuta il ricorso in appello

Alla luce della complessità degli aspetti applicativi delle normative urbanistiche in questione può risultare opportuno un secondo grado di giudizio.

Sentenze "Bosco Verticale" ed "Ex Edison" il Comune valuta il ricorso in appello
Cronaca Treviso, 17 Dicembre 2020 ore 14:13

Il Comune di Treviso valuta il ricorso in appello al Consiglio di Stato contro le sentenze "Bosco Verticale" ed "Ex Edison".

Sentenze "Bosco Verticale" ed "Ex Edison" il Comune valuta il ricorso in appello

A seguito della riunione tenutasi nella mattina di mercoledì 16 novembre 2020 a Ca’ Sugana fra il vicesindaco Andrea De Checchi, l’assessore all’Urbanistica Linda Tassinari, l’Avvocatura civica e gli Uffici e all’esito di un’attenta analisi delle sentenze del Tribunale Amministrativo denominate “Bosco Verticale” ed “ex Edison”, il Comune di Treviso sta attentamente valutando la possibilità di ricorrere in Consiglio di Stato per la riforma delle suddette sentenze. Durante l’incontro si è ampiamente discusso degli elementi interpretativi riferiti all’oggetto delle stesse. Pertanto, considerata la complessità degli aspetti applicativi delle normative urbanistiche in questione, può risultare opportuno un secondo grado di giudizio.

«Abbiamo valutato attentamente tutti gli elementi tecnici e ci riserviamo ulteriori approfondimenti su alcuni aspetti delle sentenze», spiega il vicesindaco Andrea De Checchi. «Le questioni giuridiche, processuali e urbanistiche sottese sono particolarmente complesse e, in alcuni punti, controverse tant’è che alcuni elementi sono già oggetto di attenzione da parte del Consiglio di Stato per contenziosi simili che riguardano altri Enti. Altri aspetti, invece, sono particolarmente dibattuti in giurisprudenza ed è per questo che può apparire opportuno, in esito a questi ulteriori approfondimenti, un secondo grado di giudizio. Risulta peraltro evidente che l’Amministrazione, nelle more del dipanarsi della vicenda giudiziaria, si riserva un’attenta analisi del bilanciamento degli interessi sottesi». «Spiace peraltro constatare», aggiunge De Checchi, «che da una complessa vicenda giuridica che nasce con l’Amministrazione precedente qualcuno voglia fare della sterile polemica politica incurante del fatto che alcuni quesiti che vengono ora posti, dovevano essere rivolti all’Amministrazione precedente della quale alcuni soggetti, oggi membri della minoranza, facevano parte».

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