Possagno

Statua del Canova danneggiata, identificato il turista austriaco responsabile: è un 50enne – VIDEO

L'uomo si era sdraiato a fianco della scultura per una foto e nel rialzarsi l'aveva danneggiata. La moglie in lacrime confessa: "E' stato mio marito".

Monte Grappa, 04 Agosto 2020 ore 12:37

Identificato dai Carabinieri il turista che ha danneggiato la statua del Canova al Museo di Possagno.

Si era proprio sdraiato a fianco all’opera per una foto

I Carabinieri della Stazione di Pieve del Grappa hanno identificato il turista austriaco che, nel pomeriggio del 31 luglio scorso, durante una visita alla Gipsotecha “Antonio Canova” di Possagno, si è reso responsabile del danneggiamento di tre dita del piede destro del modello in gesso della statua “Paolina Bonaparte come Venere Vincitrice”, realizzata tra il 1804 e il 1808 dal famoso artista possagnese. Le indagini dei militari dell’Arma hanno avuto inizio quando i responsabili della sicurezza del prestigioso museo si sono accorti del danno e hanno richiesto gli intervento dei Carabinieri, i quali hanno effettuato un approfondito sopralluogo, rilevando tutte le tracce utili e acquisendo le immagini della videosorveglianza interna, che avevano immortalato in maniera nitida tutte le fasi dell’evento. In particolare, è stato appurato che, verso le ore 12.30, quindi durante l’apertura al pubblico, il turista si era sdraiato a fianco della preziosa opera, facendosi fotografare da un’altra persona in posizione plastica. Nel rialzarsi, l’uomo infrangeva involontariamente parte del piede della statua. Accortosi del danno causato, visibilmente turbato da quel suo gesto sconsiderato e indeciso sul da farsi, si allontanava, sparendo dalla vista delle telecamere della videosorveglianza.

Statua del Canova danneggiata, identificato il turista austriaco responsabile: è un 50enne - VIDEO

Rintracciato dalla prenotazione

Le indagini dei Carabinieri di Pieve del Grappa sono riuscite a stabilire, fin da subito, che quella persona faceva parte di un gruppo di turisti austriaci che, nel rispetto delle attuali disposizioni in materia di prevenzione sanitaria, aveva prenotato regolarmente la visita attraverso accredito, inviato via mail al museo. Proprio da quel messaggio di prenotazione, è stato possibile individuare generalità e recapiti della donna, residente appunto in Austria, che aveva riservato l’accesso alla Gypsotecha, anche per conto degli altri appartenenti al gruppo. Pertanto, effettuate tutte le verifiche, i militari dell’Arma, con l’ausilio di un interprete, hanno contattato telefonicamente la signora, nel frattempo ritornata in patria, spiegandole con dovizia di particolari l’accaduto ed evidenziando la gravità del danno causato dal turista facente parte del gruppo che lei aveva accompagnato in visita.

La donna in lacrime: “E’ stato mio marito”

A quel punto, in lacrime e presa dalla disperazione, la signora faceva presente che l’autore di quella condotta era il marito che, preso dal panico e resosi conto del danno causato, si era allontanato. La donna ribadiva che era intenzione del consorte spiegare l’accaduto, scusarsi e rendersi disponibile ad affrontare le conseguenze delle sue azioni. Infatti, poco dopo, l’uomo, un cittadino austriaco di 50 anni, inviava alla Stazione Carabinieri di Pieve del Grappa, un accorato messaggio in posta elettronica con cui, nel trasmettere le sue generalità e la foto della propria carta d’identità, confermava i fatti così come ricostruiti dalle indagini, assumendosi totalmente la responsabilità, consapevole delle conseguenze che lo attendono. Oltre che dall’inequivocabile tenore confessorio del messaggio, i militari riscontravano effettivamente che la foto del documento d’identità del turista combaciava perfettamente con l’uomo ritratto nei fotogrammi della videosorveglianza del museo. Pertanto, nella serata di ieri, lunedì 3 agosto 2020, la Stazione Carabinieri di Pieve del Grappa ha trasmesso all’Autorità Giudiziaria una dettagliata relazione sul contenuto delle indagini, per le relative valutazioni.

Il plauso del presidente della Regione

“Un plauso speciale ed un encomio ai bravissimi Carabinieri del Gruppo di Treviso che tempestivamente hanno identificato il turista che ha danneggiato un capolavoro del Canova al Museo Gipsoteca Antonio Canova di Possagno. Adesso però la giustizia deve fare il suo corso e chi ha compiuto un atto così scellerato deve pagare i danni procurati al patrimonio artistico del Veneto”.

Così il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commenta con soddisfazione l’operazione dei Carabinieri della stazione di Pieve del Grappa (Treviso), che ha portato ad identificare il turista austriaco che sabato scorso, per scattare un selfie, aveva pesantemente danneggiato la “Paolina Borghese” di Antonio Canova, custodita nella
Gipsoteca di Possagno (Treviso). Un atto che ha suscitato l’indignazione e lo sconcerto di buona parte dell’opinione pubblica.

“I Carabinieri hanno agito bene e in fretta, adesso mi aspetto che la giustizia chieda il conto. – conclude il presidente – Non bastano delle semplici scuse. Chi ha danneggiato la statua del Canova sia consapevole della gravità del proprio indescrivibile gesto e del fatto che deve pagare. Perché il danno non è stato provocato solo ad un capolavoro d’arte, ma all’intera comunità veneta della quale l’opera di Canova è magnifica espressione”.

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