Coldiretti Treviso

Suinicoltura: dare sostegno ad un settore di qualità del trevigiano

Valore stimato di 1,2 miliardi di euro realizzati da 700 mila capi allevati, prodotti di alta qualità tutta made in Italy

Suinicoltura: dare sostegno ad un settore di qualità del trevigiano
Cronaca Treviso, 01 Dicembre 2020 ore 08:10

Il periodo che stiamo affrontando non deve distoglierci dalle enormi qualità che è in grado di offrire il nostro territorio trevigiano, come quello dell'allevamento suinicolo, sostiene Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso.

Il valore stimato

Il Veneto conta un valore di oltre 1,2 miliardi di euro realizzati da 700 mila capi allevati, 200 mila in provincia di Treviso, e proprio per questo bisogna sostenere questo importante patrimonio, essendo inoltre uno dei settori più esposti alle conseguenze delle misure di contenimento della pandemia.

Perdita di quotazioni

“Il livello di quotazioni del prezzo dei suini nell'ultimo periodo, più precisamente dal mese di marzo a giugno ha perso oltre il 36%, e da ottobre a novembre oltre il 17%, proprio a causa della chiusura e delle limitazioni imposte al settore delle ristorazioni, che ha visto molti perdere guadagni importanti, mettendo a rischio la tenuta stessa dell’intero sistema di allevamento e trasformazione. Non solo un danno per il settore, ma per tutto il personale che non ha potuto proseguire il proprio percorso lavorativo nelle stalle dove si allevano maiali per le produzioni blasonate regionali." continua il presidente Polegato.

Coldiretti

“Ci troviamo in un periodo – aggiunge Coldiretti Veneto – in cui il nuovo polo dei Consorzi agrari d’Italia anche detto Cai, con la creazione di un’unica centrale di acquisto con economie di scala permetterà di avere mangimi a prezzi più competitivi. Si può definire Cai un soggetto funzionale in grado di salvare molti grandi marchi italiani, come il salumificio Ferrarini, e di portarli verso una valorizzazione nazionale e accellerando la sua diffusione internazione".

Elementi negativi

"In questo periodo ciò che preoccupa gli allevatori è il rischio di ingresso della Peste Suina Africana sul territorio nazionale contro la quale è necessario tenere alta la guardia perchè potrebbe rappresentare una minaccia per suini e cinghiali. Un altro elemento di crisi, è rappresentato dall’invasione di carne tedesca e nord europea che ha indebolito il commercio italiano." spiega Prandini.

Si dovrebbe tenere in considerazione l'investimento sugli allevamenti di scrofe, che rappresentano il primo e fondamentale anello della filiera 100% italiana dove si potrà inserire in etichetta l’indicazione di provenienza su salami, mortadella, prosciutti e culatello per sostenere il vero Made in Italy e non farsi ingannare dai falsi italiani di origini tedesche o o nord europee.

"Una soluzione potrebbe essere garantire un budget adeguato a sostegno degli agricoltori per fare fronte alle nuove sfide ambientali e climatiche e non dipendere dall’estero per cibo e bevande” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

Per tutelare il settore alimentare Made in Italy il decreto prevede un sostegno agli allevamenti di maiali con l'aumento di 30 euro per le scrofe che al momento è a 18euro, utilizzando dei fondi che andranno ad innalzare una crescita su prodotti di qualità.