Cronaca
Casale sul Sile

Tenta di fuggire al controllo dei Carabinieri: trovato in possesso di materiale per azioni predatorie

E' inoltre risultato destinatario di un provvedimento restrittivo, deve espiare la pena di 2 anni e 8 mesi.

Tenta di fuggire al controllo dei Carabinieri: trovato in possesso di materiale per azioni predatorie
Cronaca Treviso, 13 Dicembre 2021 ore 13:01

L’attività di prevenzione e contrasto ai reati svolta nel weekend appena trascorso dai Carabinieri del Comando Provinciale di Treviso, ha consentito di interrompere l’attività criminosa di altrettanti autori di reato.

Tenta di fuggire al controllo dei Carabinieri

Particolarmente significativo l’intervento di una pattuglia di Carabinieri della Stazione di Casale sul Sile, impegnata in un servizio specifico per la prevenzione di reati contro il patrimonio che, nella serata di venerdì, in via Nuova Trevigiana Casale, intercettava un’autovettura Fiat Bravo già segnalata nei giorni scorsi in quella zona quale mezzo utilizzato per commettere reati predatori.

Alla vista dei militari dell’Arma il conducente del veicolo tentava di fuggire a piedi e sottrarsi al controllo scalciando e strattonando gli operanti ma veniva bloccato e tratto in arresto per il reato di resistenza a Pubblico Ufficiale. La perquisizione effettuata sulla persona dello straniero non lasciava dubbi sulle reali intenzioni del malfattore: dietro la schiena, infilato nei pantaloni, il fermato celava un grosso cacciavite, mentre sul veicolo veniva rinvenuto e sequestrato il tipico materiale utilizzato per le azioni predatorie, fra cui un paio di ricetrasmittenti, una torcia elettrica, un flessibile, dei guanti e una leva in ferro.

Non solo, ma all’esito di ulteriori accertamenti si scopriva che l’individuo, un cittadino di origine albanese, aveva inizialmente declinato delle generalità non coincidenti con quelle reali. Con i dati identificativi corretti il 34enne P.E., irregolare sul territorio dello Stato italiano, è risultato destinatario di un provvedimento restrittivo emesso nel giugno scorso dall’Autorità Giudiziaria milanese, dovendo espiare la pena di 2 anni e 8 mesi poiché riconosciuto colpevole per una serie di furti in abitazione commessi nelle province di Milano e Varese tra il 2011 e il 2013. Lo straniero, condotto presso la casa Circondariale di Treviso per espiare la pena citata, è stato quindi deferito all’Autorità Giudiziaria, sulla scorta delle risultanze narrate, anche per i reati di porto di armi o oggetti atti a offendere e falsa attestazione a Pubblico Ufficiale sulla propria identità.

Tentata estorsione e atti persecutori

I Carabinieri della Stazione di Zero Branco hanno invece tratto in arresto D.G., 46enne trevigiano. L’uomo, che si trovava dallo scorso novembre agli arresti domiciliari a seguito del suo arresto per i reati di tentata estorsione e atti persecutori in danno dei titolari di svariati esercizi pubblici dell’hinterland trevigiano, a seguito delle plurime violazioni alle prescrizioni impostegli, puntualmente segnalate dai militari dell’Arma, si è visto notificare un provvedimento emesso dal GIP di Treviso in aggravamento della precedente misura, ed è stato quindi condotto al carcere di Santa Bona.

Sospetto viavai in una casa

Infine, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Montebelluna hanno sorpreso un gruppetto di giovani presso un’abitazione privata di Cornuda già sotto osservazione in quanto meta di un sospetto viavai: per il padrone di casa, un 21enne già noto alla giustizia, trovato in possesso di più di un etto di hashish, svariato materiale per il confezionamento, un bilancino di precisione nonché della somma contante di 600 Euro circa, ritenuta provento di illecita attività, è scattato l’arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di stupefacente.

Sono stati invece segnalati all’Autorità amministrativa quali assuntori, i 4 ragazzi (uno dei quali minorenne) trovati in compagnia dell’arrestato e in possesso di quantità di hashish comprese tra i 2 e i 12 grammi. L’arrestato, al termine delle formalità di rito, non sussistendo ulteriori esigenze cautelari, è stato posto in libertà, in attesa del seguito di legge.