Tentato furto in una villetta a Susegana. Protagonisti una adolescente e il fratellino che hanno mantenuto la calma e chiamato il 112 mentre i ladri si trovava ancora all’interno dell’abitazione. L’episodio è avvenuto intorno alle 15 di mercoledì 11 febbraio 2026.
Tentato furto a Susegana, adolescente e il fratellino faccia a faccia con i ladri
Secondo quanto ricostruito, i malintenzionati avrebbero deciso di entrare in azione dopo aver notato l’assenza di veicoli nel parcheggio della casa. A far scattare l’allarme è stato il cane di famiglia, che ha iniziato ad abbaiare con insistenza. L’adolescente, insospettita dai rumori, si è diretta verso la cucina.
Nella stanza si è trovata davanti un individuo con il passamontagna, intento a rovistare nei cassetti di un mobile. Nonostante lo spavento, la giovane ha preso il telefono e ha contattato il numero unico di emergenza 112.
La chiamata ha messo in fuga l’intruso, che ha raccolto rapidamente gli attrezzi utilizzati per forzare la porta d’ingresso e si è allontanato prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.
La denuncia sui social
A denunciare l’accaduto è stata la mamma dei ragazzi, che in un video sui social ha raccontato il grande spavento:
“Un pomeriggio molto difficile e complicato – ha raccontato sui social la mamma della ragazza – perché in casa sono entrati i ladri. Io ero appena uscita, quindi loro hanno tenuto sotto controllo e sotto osservazione casa mia e i nostri movimenti e appena hanno visto che io ero uscita sono entrati.
Ma evidentemente non si aspettavano la presenza in casa dei miei figli. Parrebbe fossero in tre e con una certa abilità fisica, perchè sono riusciti a scavalcare il cancello molto velocemente e qualcuno che li aspettava fuori in macchina.
Fortunatamente è andato tutto bene, hanno solo rotto delle porte, ma è terribile quando degli estranei entrano a casa tua. Mi interessa solo che i miei ragazzi stanno bene”.
Armati di pistole rapinano un’abitazione a Refrontolo
Sempre in provincia di Treviso, due giovani di 19 e 20 anni, residenti a Vittorio Veneto e di origine albanese, sono stati posti agli arresti domiciliari nell’ambito di un’indagine su una rapina in abitazione avvenuta a Refrontolo.
Il provvedimento è stato eseguito nella mattinata del 10 febbraio 2026 dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Vittorio Veneto, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Treviso su richiesta della Procura.
I fatti risalgono alla notte del 20 marzo 2025, quando quattro persone si sarebbero introdotte in un’abitazione di Refrontolo mentre all’interno si trovavano una residente e il figlio. Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo, con il volto travisato e con almeno uno dei componenti armato di pistola poi risultata a salve, avrebbe minacciato i presenti per farsi consegnare denaro e oggetti di valore, impossessandosi di circa 8mila euro in contanti e di alcuni monili.
Le indagini, avviate nell’immediatezza, hanno incluso ascolto di testimoni, accertamenti tecnici e intercettazioni. In una fase iniziale sono stati individuati due connazionali minorenni, per i quali il procedimento prosegue davanti all’autorità giudiziaria minorile. L’analisi dei tabulati telefonici dei dispositivi sequestrati ha consentito di risalire ai due maggiorenni destinatari delle misure cautelari.