Cronaca
Guardia di finanza

Truffa immobiliare a Jesolo, nei guai una società trevigiana

Nei due progetti immobiliari sono state truffate complessivamente 15 persone.

Truffa immobiliare a Jesolo, nei guai una società trevigiana
Cronaca Treviso, 16 Marzo 2021 ore 11:46

Nei giorni scorsi i finanzieri del Comando Provinciale di Venezia hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Venezia, Dott. Luca Marini, di disponibilità finanziarie e beni fino al valore di 730.000 euro nei confronti di due società operanti nel settore immobiliare con sede in provincia di Treviso e Padova e dei rispettivi amministratori, denunciati a titolo di concorso per i reati di truffa e riciclaggio.

Truffa immobiliare a Jesolo

Le indagini della Tenenza di Jesolo, dirette dalla Procura della Repubblica di Venezia, in persona del Procuratore Aggiunto dott. Stefano Ancilotto, hanno disvelato una truffa immobiliare relativa alla realizzazione di 2 torri a Jesolo (denominate “Greenery Residence” e “Cross Lam Tower”), con riferimento alle quali non sono mai iniziati i lavori di costruzione, nonostante l’ampia pubblicizzazione e promozione dell’opportunità di investimento a partire dal 2017.

Gli accertamenti svolti hanno permesso di acclarare l’utilizzo di polizze fideiussorie rivelatesi, nella maggior parte dei casi, contraffatte, a garanzia di quanto versato dai promissari acquirenti in sede di stipula dei contratti preliminari di vendita degli appartamenti, nonché il riciclaggio di parte delle somme riscosse dalle ignare vittime, attraverso il pagamento di fatture emesse dall’altra società coinvolta, gestita dai medesimi soggetti.

Raggirate 15 persone

Con riferimento alla costruenda Cross Lam Tower, è stata contraffatta anche la documentazione presentata al Comune di Jesolo attestante il pagamento della prima rata del contributo di costruzione.

Nei due progetti immobiliari sono state truffate complessivamente 15 persone (solo alcune delle quali inizialmente avevano inteso presentare querela all’Autorità Giudiziaria), con somme già versate a titolo di caparra o acconto pari a circa 1,5 milioni di euro, a fronte di un valore di realizzo presunto superiore a 3 milioni di euro.

Nei confronti delle società coinvolte sono state avviate le procedure concorsuali a tutela dei creditori.

Le operazioni di sequestro sono tutt’ora in fase di definizione.