Vaccinazione antinfluenzale, nell’Ulss 2 incremento del 5% rispetto allo scorso anno

Benazzi: "Un ringraziamento particolare alla Regione per la campagna di comunicazione".

Vaccinazione antinfluenzale, nell’Ulss 2 incremento del 5% rispetto allo scorso anno
Monte Grappa, 13 Gennaio 2020 ore 12:22

Vaccinazione antinfluenzale, nell’Ulss 2 incremento del 5% rispetto allo scorso anno. Positivi i primi dati relativi alla campagna di vaccinazione antinfluenzale 2019-2020 dell’Ulss 2, avviata l’11 novembre scorso. Ai medici di famiglia, alle case di riposo e ai reparti ospedalieri sono state consegnate, complessivamente, oltre 120mila dosi di vaccino; 13mila invece, le dosi somministrate dai centri vaccinali del Servizio Igiene e Sanità Pubblica, per un totale di 133.000 dosi.
La stima di copertura vaccinale per le persone ultrasessantacinquenni, target sul quale viene misurata l’efficacia della campagna, definisce un dato che, nella Marca, sfiora il 60%, con un incremento, rispetto allo scorso anno, di circa 5 punti percentuali.
“Sono soddisfatto di questi dati e ringrazio soprattutto i medici di medicina generale che, con le loro 110mila dosi somministrate su tutto il territorio provinciale, hanno svolto la parte più consistente di lavoro preventivo a favore dei propri assistiti – commenta il direttore generale dell’Ulss 2 Marca trevigiana, Francesco Benazzi –. Un ringraziamento particolare va anche alla Regione, per la campagna di comunicazione voluta a supporto della campagna, e a tutti i  nostri Sindaci che, quest’anno, si sono resi disponibili per fare i testimonial della campagna, con una vaccinazione collettiva. Auspico – aggiunge Benazzi – che l’incremento di copertura registrato nella nostra Ulss si rifletta in una curva epidemica più contenuta rispetto allo scorso anno, con conseguenti minori accessi al Pronto Soccorso, ai Reparti Ospedalieri e agli ambulatori del territorio e, non ultimo, con minori decessi e casi complicati. Considerato che il picco di malattia è atteso tra qualche settimana invito coloro che ancora non l’hanno fatto, a procedere con la vaccinazione. Il mio invito  è rivolto soprattutto agli over 65 e ai soggetti con meno di 65 anni, compresi i bambini, affetti di patologie croniche con maggior rischio di influenza complicata”.
Ad oggi, nell’Ulss 2 non si è verificato alcun decesso correlato microbiologicamente all’infezione da virus influenzale. E’ stato registrato un solo caso grave, con insufficienza respiratoria acuta (SARI) relativo a una paziente 60enne, affetta da una patologia polmonare cronica che non si era vaccinata. La paziente è stata colpita da una doppia infezione, rispettivamente da A/H3N2 cui si è aggiunto un rhinovirus”. Quarantasei  sono stati, complessivamente, i casi di influenza (A o B) rilevati laboristicamente in altrettanti pazienti ricoverati.  Nell’ultima settimana di rilevazione i pazienti seguiti a domicilio dai medici di famiglia sono stati circa 2.500. “Questo dato di incidenza stimata   –  sottolinea Sandro Cinquetti, direttore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica – è inferiore al dato medio nazionale. Ciò potrebbe essere correlato ad un ritardo del picco di malattia oppure a una migliore performance della campagna vaccinale attivata”.

Questi, nel dettaglio, i dati dell’attività di monitoraggio, sulla circolazione virale, svolta dall’Unità Operativa di Microbiologia dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso.

• Settembre: 269 test di ricerca virus respiratori. Rilevati: Tre casi di influenza A/H3N2, provenienti da persone di rientro dall’altro emisfero. Nessun caso di influenza A e B “locale”; una cinquantina di virus che danno infezioni respiratorie e che sono presenti tutto l’anno.
• Ottobre: 350 test. Rilevati: un caso di A/H3N2, un caso di A/H1N1 e uno con influenza B
• Novembre: 431 test. Rilevati: Un caso di A/H3N2 (paziente segnalata alla Regione con influenza grave), un caso di A/H1N1 e uno  con influenza di tipo B
• Dicembre: 605 test. Rilevati:  ventisette positività per A/H3N2, due con A/H1N1 e due di influenza B
• Gennaio: già fatti 210 test. Rilevati: sei casi di A/H3N2.

“Abbiamo attivato una diagnostica rapida a servizio di tutti gli ospedali dell’Ulss 2  – spiega il primario di microbiologia, Roberto Rigoli –. Siamo in grado di dare una risposta nell’arco di un’ora e mezza per i casi urgenti, entro 24 ore negli  altri casi.
Pronti ad affrontare il picco di accessi e ricoveri previsto per le prossime settimane anche gli ospedali: “L’Ambulatorio per i codici bianchi del Ca’ Foncello sarà potenziato, ampliando l’operatività fino alle 24 – ha sottolineato Stefano Fromentini, direttore Funzione Ospedaliera del Distretto Treviso -. Tutti i Reparti dell’Area Internistica sono già allertati, pronti ad accogliere, mediamente, fino a 39 nuovi pazienti al giorno. Tutto ciò con l’auspicio di non registrare un picco epidemico particolarmente elevato”.

Dall’inizio della sorveglianza a livello regionale sono stati rilevati, quest’anno, 90.900 casi (13.500 nell’ultima settimana), con un’incidenza inferiore a quella nazionale (2,75 contro 4,74 casi per mille residenti). La fascia d’età maggiormente colpita risulta essere quella dei bambini da 0 a 4 anni, con un’incidenza di 4,93 casi per mille. Sempre a livello regionale tre sono state, finora, le segnalazioni per complicanze legate all’influenza.
Per la campagna vaccinale 2019-2020 la Regione del  Veneto ha distribuito, complessivamente,  850mila dosi.

Influenza, Report Veneto. In aumento, ma meno della media italiana. Finora

Dal 30 dicembre 2019 al 5 gennaio 2020, altri 13.500 veneti si sono messi a letto con l’influenza, portando il totale dall’inizio del monitoraggio a 90.900 persone colpite, pari a un’incidenza di 2,75 casi per mille residenti, in aumento rispetto alla precedente rilevazione, ma ancora inferiore all’incidenza nazionale, attestata a 3,73 casi per mille.

Lo attesta il nuovo Rapporto Epidemiologico sull’influenza, elaborato dalla Direzione Prevenzione della Regione e diffuso oggi dall’Assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin.

L’andamento stagionale, che gli esperti reputano simile a quello degli anni scorsi, indica, anche in questo caso come in ogni stagione, nei bambini da 0 a 4 anni la fascia di età più colpita, con un’incidenza di 4,93 casi ogni mille abitanti. Seguono gli adulti tra 15 e 64 anni (2,84 per mille); i ragazzi tra 5 e 14 anni (2,49); gli ultrasessantacinquenni con 2,07 casi ogni mille.

Il monitoraggio segnala la comparsa, per la prima volta quest’anno, di due casi di complicanze (una sindrome da distress acuto e una grave insufficienza respiratoria acuta), una all’Ulss 3 Serenissima e una all’Ulss 2 Marca Trevigiana.

“I nostri esperti – dice l’Assessore Lanzarin – prevedono che il picco stagionale possa arrivare verso la fine del mese. C’è quindi ancora tempo per vaccinarsi, ed è un appello che rivolgo a tutti i cittadini, ed in particolare alle categorie a rischio. L’intera rete di sanità pubblica rimane attiva e a disposizione”.

Scarica il rapporto epidemiologico:

Rapporto Epidemiologico N. 02 stagione influenzale 2019-2020

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