Truffato

Vende lo smartphone online ma invece di incassare ci rimette 1000 euro

L'acquirente ha convinto il malcapitato a ricaricargli una tessera prepagata.

Vende lo smartphone online ma invece di incassare ci rimette 1000 euro
Treviso, 18 Novembre 2020 ore 16:07

Ha condotto una trattativa per il telefono cellulare. Poi ha convinto il venditore a caricare la prepagata: risultato? Ha incassato 966 euro invece di spenderne 170.

Vende il telefono ma non incassa

Il 16 novembre personale della Questura di Treviso ha denunciato un cinquantenne campano pluripregiudicato, per il reato di truffa. L’attività investigativa ha preso spunto dalla denuncia sporta da un cinquantenne di Ponzano Veneto, il quale ha riferito che due giorni prima, sul sito e-commerce denominato “Subito.it”, aveva postato un annuncio per vendere uno smartphone al prezzo di 190 euro. Poco dopo lo stesso era stato contattato da un soggetto il quale, senza nemmeno presentarsi, aveva manifestato un nutrito interesse per l’articolo in argomento e, dopo una breve trattativa, aveva chiuso l’affare con il venditore con un prezzo pari a 170 euro.

Truffato

Alla richiesta di effettuare la transazione affidandosi al canale di pagamento Pay-Pal, l’ignoto acquirente ha poi persuaso il proprietario del cellulare a recarsi presso il più vicino sportello bancario al fine di finalizzare l’operazione di riscossione del denaro a suo favore direttamente tramite sportello bancario. Una volta raggiunta la postazione ATM, la vittima ha seguito pedissequamente le istruzioni dettategli dall’interlocutore convinto, in buona fede, di ottenere l’accredito del denaro. Al termine delle operazioni la parte lesa ha potuto constatare, riesaminando con maggior attenzione le cedole emesse dal dispositivo automatico, di esser stato tratto in inganno dallo sconosciuto acquirente.

966 euro

Questi infatti, illustrando artificiosamente alla vittima una procedura complessa, lo ha indotto in errore, portandolo ad effettuare in pochi minuti due ricariche da 498 euro ciascuna su una carta ricaricabile. In occasione delle illecite transazioni, inoltre, lo sconosciuto ha cercato di indurre la parte lesa ad eseguirne altre quattro per il medesimo importo, tentativo risultato fortunatamente infruttuoso in quanto era stato già raggiunto il massimale di contante disponibile per quel giorno. La successiva attività di indagine ha portato gli operatori dell’U.P.G.S.P. a scoprire che G.E., utilizzando un’utenza telefonica risulta intestata ad un cittadino pakistano, si è fatto accreditare la somma di complessivi 996 euro su una carta prepagata allo stesso intestata e di cui proprio in quel giorno aveva denunciato lo smarrimento: condotta per cui lo stesso è stato denunciato alla competente A.G. per il reato di cui all’art. 640 c.p.

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