Nel veronese

Zalando, gli ex lavoratori: “500 persone lasciate a casa senza motivo dopo 3 mesi”

La selezione delle persone non viene fatta con un criterio oggettivo ma discriminatorio, tant’è che tra i criteri di selezione c’è l’altezza che non dev’essere inferiore a 160 centimetri.

Zalando, gli ex lavoratori: “500 persone lasciate a casa senza motivo dopo 3 mesi”
Treviso, 23 Settembre 2020 ore 14:28

L’indignazione delle persone che sono rimaste senza lavoro dopo 3 mesi.

Solo promesse…

Sono indignati e vogliono far emergere la reale situazione contrattuale all’interno del centro logistico di Zalando a Nogarole Rocca. Un gruppo di ex dipendenti dello stabilimento, questa mattina, mercoledì 23 settembre 2020 era collegati in streaming da Palazzo Barbieri per far emergere la verità. Hanno spiegato:

“Siamo ex lavoratori somministrazione presso Fiege Logistics partner logistico di Zalando a Nogarole Rocca. Siamo stati lasciati casa senza motivo. Siamo stati noi a puntare i riflettori sulla situazione che si sta verificando e non i sindacati, siamo noi che abbiamo scritto all’azienda tramite avvocato per far valere i nostri diritti e poi i sindacati hanno contattato l’azienda. Siamo 500persone che sono state lasciate a casa dopo 3 mesi, parliamo di padri e madri di famiglia, giovani, moglie e mariti che lavorano insieme in azienda, famiglie trasferite da più di 700 chilometri con una promessa di lavoro”.

Motivazione? Calo di lavoro

Gli ex dipendenti proseguono:

“Le persone lasciate a casa, sono state mandate vie con la scusa che non c’era lavoro ma le assunzioni continuano in maniera ininterrotta, l’azienda scrive nei contratti che lavoro si è intensificato. La selezione delle persone non viene fatta con un criterio oggettivo ma discriminatorio, tant’è che tra i criteri di selezione c’è l’altezza che non dev’essere inferiore a 160 centimetri”.

La motivazione delle agenzie Apl

Ma non è tutto, gli ex dipendenti puntualizzano:

“Le agenzie Apl, hanno ammesso durante i colloqui di cessazione che non possono mettere tutti sotto azienda sennò non ci sarebbe lavoro. Nei 15 giorni prima della scadenza l’azienda decideva chi doveva rimanere e chi no, le persone venivano chiamate però l’ultimo giorno, venivano fatte salire in ufficio con tutti i documenti come se di fatto venisse rinnovato il contratto ma poi ciò non avveniva. Il motivo? Calo di lavoro. L’azienda ha scritto nel comunicato che dopo 6 mesi si passa sotto Fiege con contratto, invece l’azienda assume il personale per 6 mesi con contratto determinato e un mese di prova. Vogliamo portare alla luce la situazione in cui vengono fatte promesse, in accordo con gli enti territoriali per creare occupazione mentre si sta creando disoccupazione, in un periodo così delicato. L’azienda manda via le persone invece di portare avanti il personale formato. Per i colleghi che stanno lavorando portiamo avanti la nostra causa per creare un ambiente meritocratico e non discriminatorio”.

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