la decisione

Zona rossa alla stazione: 60 giorni di restrizioni e perimetro ampliato fino a piazza Borsa

Il Sindaco ha sottolineato che queste restrizioni servono solo per avere maggiori strumenti con cui poter allontanare chi potrebbe causare problemi, ma non tutti la pensano come lui

Zona rossa alla stazione: 60 giorni di restrizioni e perimetro ampliato fino a piazza Borsa

Dalla giornata di sabato 7 febbraio 2026, la zona rossa tornerà alla stazione di Treviso e sarà allargata anche a piazza Borsa.

60 giorni di zona rossa

Con una durata di 60 giorni, con la possibilità di essere prolungata, la zona rossa tornerà a essere attiva nei pressi della stazione.

La decisione è stata presa ieri dal Prefetto di Treviso, Angelo Sidoti, assieme al Sindaco Conte, il Questore Alessandra Simone e i vertici delle forze dell’ordine. Il Primo cittadino, alla fine dell’incontro, ha dichiarato di essere soddisfatto della scelta visto che è stata suggerita da lui stesso, comprendendo anche l’espansione fino a piazza Borsa.

Di fatto, la zona rossa comprenderà: via Lungo Sile Mattei, viale Cacciatori, Strada San Zeno, Via Terraglio, Strada del Mozzato, Strada Sant’Antonino, Viale Fratelli Bandiera, via Reggimento Italia Libera, Via Santa Margherita, Via Toniolo e Corso del Popolo. Inoltre, per questi 60 giorni, sarà compresa anche l’area a sud della stazione: Piazza Borsa, via Zorzetto, via e vicolo Fiumicelli, via e vicolo Pescatori, via Santa Margherita.

La nuova zona rossa

Le critiche

Nonostante il Prefetto ne abbia sottolineato la necessità, Luigi Calesso di Coalizione Civica per Treviso, ha voluto criticare il Mario Conte per il cambio di posizione nei confronti delle restrizioni di questo tipo. Infatti, ha affermato:

“Da ‘contrario alla zona rossa’ a ‘favorevole alla sua estensione’: non ci sono voluti molti mesi perché il Sindaco mutasse radicalmente la sua posizione rispetto alla misura introdotta nella zona della stazione e ora nuovamente istituita con un perimetro ben più ampio che va da piazza Borsa a via Dandolo”.

Il Sindaco, però, avrebbe sottolineato che queste restrizioni servono solo per avere maggiori strumenti con cui poter allontanare chi potrebbe causare problemi.

Infatti, secondo il consigliere, la politica trevigiana si sta ostacolando da sola con la “lotta” tra partiti, ma la causa del problema sarebbe giù a Roma.

In particolare, ha voluto sottolineare che, ormai, il Governo Meloni è al potere da tre anni e, nonostante i vari decreti sicurezza non è ancora cambiato nulla, se non un inasprimento delle pene. Di fatto, ha voluto affermare:

“È uno stato confusionale dovuto al fatto che i problemi della sicurezza non sono facili da affrontare quanto sono facili da agitare in campagna elettorale e che è difficile muoversi senza sconfessare i propri rappresentanti romani quando a livello nazionale si governa da oltre tre anni, si sono sfornati svariati decreti sicurezza, aumentate le pene e inventati nuovi reati, esattamente nel periodo in cui nella nostra città la situazione è peggiorata”.