Cultura

Appuntamenti in giallo a Castelfranco

Serate letterari con"Più fiori che opere di bene" e "La settima lapide".

Appuntamenti in giallo a Castelfranco
Cultura Castelfranco, 01 Aprile 2019 ore 21:22

Appuntamenti in giallo a Castelfranco. Due appuntamenti imperdibili per gli amanti del giallo, del thriller e dei fiori. Giovedì 4 aprile, alle ore 20:45 presso le amiche della Fioreria Dario (Via Regina Cornaro, 5 Castelfranco Veneto), Annalisa Strada ci presenterà Clotilde Grossi, la fioraia con la passione per i gialli, protagonista del suo ultimo romanzo "Più fiori che opere di bene" (HarperCollins).

Lunedì 8 Aprile presso la Libreria Massaro, Igor De Amicis (finalista al Premio Prunola 2019) presenterà il romanzo "La settima lapide" (De Agostini). A condurre la serata, uno tra i più attivi organizzatori del Premio Prunola: il mitico Alessandro Coppo del Bistrò San Giustino. Un cimitero fuori Napoli, sette fosse scavate nel terreno. Per ciascuna, una lapide con nomi e cognomi incisi sulla pietra. Ma soltanto la prima tomba è “occupata”: dal corpo di un piccolo boss della camorra, con la gola tagliata di netto. Le altre sei sono vuote, un avvertimento. Di più, una promessa.

Più fiori che opere di bene

Bergamo. Clotilde Grossi, detta Clo, è una trentasettenne senza orpelli nel pensare e neanche nel vestire. Nella vita fa la fioraia e il suo negozio si chiama "Ditelo con i fiori". Nessuna meglio di lei sa se è meglio un crisantemo o un gladiolo per ogni occasione. Ma la sua vera passione è il delitto. Vorace consumatrice di romanzi gialli che le vengono spacciati dalla sua amica libraia, non riesce a resistere di fronte a ogni notizia di cronaca nera. Vuole sempre saperne di più e riesce a rubare preziose informazioni anche grazie al suo fidanzato storico, Carlo, che guarda caso fa l'impresario di pompe funebri. Un giorno però, nella piazza principale della città, viene ritrovata la testa di un uomo orrendamente sfigurato. Clotilde è fra i primi ad arrivare e per la prima volta decide di mettersi in campo personalmente nelle indagini, utilizzando la scusa dei fiori. Ed è proprio durante le sue scorribande non proprio lecite che conosce il commissario Riccardo Leonardi.

La settima lapide

Il crimine lo vede e lo vive ogni giorno, perché è il comandante di un carcere. Adesso lo racconta in un thriller di straordinaria potenza. Un cimitero fuori Napoli, sette fosse scavate nel terreno. Per ciascuna, una lapide con nomi e cognomi. Ma soltanto la prima è “occupata”: dal corpo di un piccolo boss della camorra, con la gola tagliata di netto. Le altre sei sono vuote, un avvertimento. Di più, una promessa. Tra i destinatari della macabra messinscena c’è anche Michele Vigilante, leggendario killer che s’è fatto vent’anni dietro le sbarre e proprio il giorno successivo il macabro ritrovamento ottiene la libertà anticipata. Può essere un caso? Ovviamente no. Ma chi vuole morte tutte quelle persone, e cosa le lega? Qual è il conto aperto che dev’essere regolato? Una sola cosa è chiara per Michele “Tiradritto”: che il tempo cambia molte cose, ma non cancella il passato.