Ripartenza

Oderzo: riapre il 20 maggio la mostra “L’anima delle cose”

Dopo la chiusura dovuta all'emergenza sanitaria COVID-19, riapre al pubblico, alla luce delle indicazioni del Mibact, il polo culturale di Oderzo Cultura.

Oderzo: riapre il 20 maggio la mostra “L’anima delle cose”
Treviso, 17 Maggio 2020 ore 18:54

Ad Oderzo la cultura è pronta a ripartire ed entrare nella fase 2.

Il polo culturale apre le porte

Riaprono dal 20 maggio infatti le porte del polo culturale di Oderzo Cultura (Biblioteca, Museo e Palazzo Foscolo con la mostra “L’Anima delle cose”, Pinacoteca “Alberto Martini” e Gamco). Grazie agli sforzi per adottare rapidamente tutte le misure necessarie ad accogliere i visitatori, garantendo la loro sicurezza e quella dei lavoratori, secondo i protocolli indicati dal MiBACT, la bellissima mostra dedicata alla necropoli opitergina sarà dunque nuovamente visitabile proprio a ridosso del via libera ministeriale fissato per il 18 dello stesso mese.

La proroga dell’esposizione

Non solo, è anche annunciata l’auspicata proroga dell’esposizione, che resterà aperta fino alla pausa estiva, con un orario prolungato: dal mercoledì alla domenica dalle 14 alle 19. Carlo Gaino, presidente di Oderzo Cultura ha spiegato:

“Siamo felici di poter riaprire le porte del polo culturale e della mostra temporanea, in particolare, già dal 20 maggio. Un risultato raggiunto grazie all’impegno di tutta la squadra di lavoro. Abbiamo pensato di estendere i giorni di apertura, partendo già dal mercoledì, per favorire l’ingresso delle famiglie e dei ragazzi che sono ancora a casa da scuola e che hanno così un’occasione in più per visitare l’esposizione nei pomeriggi di questo prossimo periodo”.

La mostra, realizzata da Oderzo Cultura con un comitato scientifico composto dai funzionari della Soprintendenza che hanno coordinato e sovrainteso alle diverse campagne di scavo, Marianna Bressan, Annamaria Larese, Margherita Tirelli e Maria Cristina Vallicelli  e da Marta Mascardi Conservatore del Museo archeologico di Oderzo Cultura, tornerà ad essere dunque un’eccezionale occasione per scoprire da vicino le testimonianze di oltre 50 tra i più belli e significativi corredi dei 94 studiati per l’occasione (di cui dà invece conto il prezioso catalogo Edizioni Ca’Foscari) rinvenuti in oltre trent’anni di scavi nella necropoli dell’antica Opitergium.

Un viaggio nella storia

Corredi per lo più inediti ed esposti insieme per la prima volta in questa significativa occasione. Sei secoli di storia, dal I al VI secolo d.C. e reperti che durante questi mesi di quarantena non hanno mai smesso di coinvolgere il pubblico di appassionati con racconti e curiosità sulla vita di Opitergium e i suoi abitanti, grazie all’intesa attività sui profili social promossa da Oderzo Cultura. L’importante passato della città si rivela infatti attraverso le testimonianze degli uomini e delle donne che hanno abitato questa terre, in un dialogo tra passato e presente. Un viaggio attraverso gli oggetti riemersi dalla città dei morti per riscoprire il mondo dei vivi dell’antica Oderzo e dei suoi abitanti, come la giovane fanciulla romana Phoebe, con la stele a lei dedicata risalente al I secolo d.C., o un bimbo con i suoi giochi infantili e il suo cavallino in terracotta dotato anche di ruote per il traino: eccezionale reperto rinvenuto in una tomba di fine II-III secolo d.C.

Occasione per ricordare Annamaria Larese

La prossima apertura costituisce anche l’occasione per Oderzo Cultura per ricordare con stima e affetto l’archeologa Annamaria Larese recentemente scomparsa, direttrice regionale del Museo Archeologico Nazionale di Venezia e del Museo Nazionale Concordiese Portogruaro e area archeologica di Concordia Sagittaria, che tanto ha contribuito alla studio e alla conoscenza della necropoli opitergina, membro del comitato scientifico della mostra.

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