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«Borgo dei Micei» e l’amore per la terra | Famiglie del Valdobbiadene

Con Roberto Geronazzo prosegue la tradizione di famiglia lungo le colline di San Pietro di Barbozza, dove nasce e si vinifica uno straordinario Valdobbiadene Docg

«Borgo dei Micei» e l’amore per la terra | Famiglie del Valdobbiadene
Economia Conegliano e Valdobbiadene, 24 Settembre 2019 ore 09:26

«Già a fine Ottocento nonno Anselmo Antonio coltivava queste terre», Roberto Geronazzo, è il titolare dell’azienda agricola Borgo dei Micei, guarda verso valle con orgoglio e commozione, là dove si estendono i suoi vigneti a San Pietro di Barbozza.

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Anselmo Antonio ebbe sette figli (uno dei quali morì molto giovane), in questa borgata allevava mucche da latte e coltivava vigneti: «Le viti sono ancora quelle piantate da mio nonno - tiene a sottolineare Roberto -. Erano passate a mio papà, Illidio e poi a me. Dei tre fratelli (mia sorella Maria Grazia e mio fratello Nevio) soltanto io ho proseguito nell’attività di famiglia. Fin da bambino aiutavo papà a vinificare».
L’etichetta Logo dei Micei nasce nel 1995, quando Roberto prende in mano le redini dell’azienda. Micei è il soprannome che la popolazione locale, da centinaia d’anni, aveva assegnato alla famiglia di Roberto Geronazzo, per distinguerla da famiglie omonime spesso neppure imparentate.

Dal 2015 l'etichetta Borgo dei Micei

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Logo dei Micei, nel 2015, è stato poi trasformato nell’attuale Borgo dei Micei. L’azienda si estende su circa 6 ettari, tutti coltivati a vigneto.
Roberto Geronazzo, che è coadiuvato dalla moglie Daniela con cui ha avuto due figlie, ha sempre prodotto vino frizzante con spago (oggi circa 10mila bottiglie) e vino a fermentazione naturale in bottiglia (vino col fondo, in 5mila bottiglie). L’uva raccolta e vinificata è pari a circa 300 ettolitri.
Recentemente ha iniziato a produrre uno straordinario Valdobbiadene Docg Brut, caratterizzato da profumi e sapidità molto particolari. Il vino, presentato nelle bottiglie della Confraternita, viene oggi prodotte in una quantità di 3mila bottiglie l’anno. Viene spumatizzato con il metodo Charmat.

Una passione che coinvolge tutta la famiglia

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«Ho anche la possibilità di fornire, a chi lo richiedesse - aggiunge Roberto Geronazzo -. vino in damigiana sfuso, fermo, e per la fermentazione in bottiglia».
Non solo, nell’accogliente e famigliare sala degustazioni non mancano mai sopressa prodotta da allevatori della zona, formaggi di montagna e pane fatto al forno. I clienti e i visitatori si possono rifocillare accompagnando il tutto con un buon bicchiere di vino.