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Confartigianato Castelfranco Veneto

Prezzi aumentati fino al 79% e carenza di materie prime: “Così imprese a rischio default”

Confartigianato Castelfranco V.to lancia l’allerta, il Presidente Bernardi: “Dal mondo politico servono azioni di contrasto”.

Prezzi aumentati fino al 79% e carenza di materie prime: “Così imprese a rischio default”
Economia Castelfranco, 22 Aprile 2021 ore 08:26

L’allarme lanciato dal presidente di Confartigianato Imprese Castelfranco Veneto, Oscar Bernardi, sullo shock prezzi in particolare nei settori manifatturiero ed edilizio.

Prezzi aumentati fino al 79%

C’è molta preoccupazione nel mondo manifatturiero in merito all’improvvisa impennata dei prezzi delle materie prime e l’andamento a singhiozzo della reperibilità dei materiali sul mercato. Esprime così il timore di una categoria, gli artigiani, il Presidente della Confartigianato Imprese di Castelfranco V.to Oscar Bernardi:

“Tutto il settore manifatturiero sta vivendo questo shock dei prezzi, emerso parallelamente alla crescita dei contagi e alla diffusione della pandemia. Con il corrispettivo incassato dodici mesi fa dalla vendita di un chilo di rame, oggi si acquistano 560 grammi dello stesso materiale. Un incremento del 79% in un anno, da inizio 2021 l’aumento è stato del +21%. Questa stessa dinamica ha scosso non solo il mercato dei materiali da costruzione, ma anche di polimeri, metalli, legnami, gomma. E i ritardi delle consegne arrivano anche a quasi due mesi per alcuni di questi. La mancanza di capitali necessari a finanziare l’espansione del ciclo finanziario ed il rischio di blocco delle produzioni per l’irreperibilità delle materie prime nei mercati è reale, come reale è il rischio di default del sistema produttivo che ne può derivare”.

Shock prezzi anche in edilizia

Anche nel mondo dell’edilizia, lo shock dei prezzi unito alle varie incertezze legate al nuovo incentivo 110% sta avendo delle ripercussioni da non sottovalutare:

“In quanto imprenditore edile, ho ampia cognizione delle ricadute all’interno di un cantiere – ha concluso Bernardi – Oggi il settore è, per usare un eufemismo, confuso dalla domanda per l’avvio degli interventi del 110%. Ebbene, con la scadenza dei termini ancora fissata al 30 giugno 2022, il combinato dell’andamento dei mercati delle materie prime, la disponibilità a singhiozzo dei materiali sul mercato, l’ampia aspettativa dei committenti e la farraginosità burocratica, c’è il rischio di trasformare questa importante opportunità di riqualificazione del patrimonio immobiliare in un terribile autogoal.”

L’appello alla politica

L’allarme della Confartigianato di Castelfranco Veneto è rivolto a tutto il mondo economico e politico affinché sia monitorato questo improvviso fenomeno e si adottino, ciascuno per le proprie competenze, tutte le possibili azioni di contrasto. L’invito alla politica è anche quello di adottare tempestivamente le misure di proroga e di rendere strutturale la possibilità accedere alla riqualificazione immobiliare agevolata.

Infine, evidenzia ancora Bernardi, “non deve essere sottovalutato il fatto che, da quanto viene anticipato dai fornitori, sembra che l’origine del fenomeno “shock prezzi” non sia domestica, perché sarebbero coinvolti i mercati globali”.