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Treviso maglia nera dell'inflazione: aumenti dei prezzi nei settori alimentare, mobili e servizi casa

Il presidente Oscar Bernardi: "L’inflazione è la nuova pandemia. Serve risposta concreta ed efficace".

Treviso maglia nera dell'inflazione: aumenti dei prezzi nei settori alimentare, mobili e servizi casa
Economia Treviso, 13 Aprile 2022 ore 11:36

Treviso maglia nera dell’inflazione. Nel comparto alimentare la Marca Trevigiana a febbraio 2022 è stata la peggiore in Italia, con un aumento dell’8,6% rispetto a febbraio 2021, quasi il doppio della media nazionale, attestata a un più 4,4%. Record di aumenti anche nei mobili, articoli e servizi per la casa, con un più 5,3%, peggior risultato italiano.

Treviso: aumenti dei prezzi nei settori alimentare, mobili e servizi casa

In termini assoluti, il record di aumenti spetta al “sistema casa”, colpa del caro bollette che ha fatto schizzare in alto i costi di ben 28,4% a Treviso, contro il 27,8% del dato medio italiano. Altro settore fortemente penalizzato dall’inflazione i trasporti, che scontano il costo del carburante, segnando un aumento annuo del 9,6% contro il 9% nazionale.

Un po’ meglio è andata nell’abbigliamento e calzature, più 0,6% contro 0,3% nazionale, nei servizi ricettivi e ristorazione, più 2,3% in linea con il 2,8% italiano. I costi dell’istruzione sono lievitati del 2,9%, in media con il dato italiano. In media, il costo della vita in un anno nella Marca Trevigiana è aumentato del 6,1% contro la media nazionale del 5,1%, quasi il 20% in più.

"Gli aumenti dei costi stanno colpendo in particolare il settore casa e l’alimentare - sottolinea Oscar Bernardi, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana - due settori vitali per la nostra provincia e per l’artigianato in particolare. L’inflazione sta portando alla diminuzione del potere d’acquisto della popolazione e mettendo in crisi le imprese, strette tra la morsa delle tasche vuote delle persone e l’incredibile aumento dei prezzi delle materie prime. È molto preoccupante soprattutto la crescita dei costi di carburante, energia elettrica e gas, dove non si vede una prospettiva positiva".

A non essere interessati dall’inflazione sono alcuni settori, dove i prezzi addirittura sono scesi. Nei servizi sanitari e spese per la salute Treviso è tra le migliori in Italia con un meno 1,7% rispetto alla media generale del meno 0,2%. Scesi dello 0,3% anche i costi delle comunicazioni, in linea con il meno 0,2% nazionale.

Treviso maglia nera dell'inflazione

L’analisi sulla crescita dell’inflazione è stata realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Veneto e riportata nel dossier “Ultime tendenze su inflazione al consumo e prezzi delle imprese, nel contesto del caro-commodities”, che ha rielaborato i dati dell’ISTAT tra febbraio 2021 e febbraio 2022.

Il rapporto ha esaminato il trend di ben 10 gruppi di prodotti e servizi, per oltre 230 prodotti. In particolare vi sono le tendenze dei prezzi di 92 prodotti e servizi in mercati con una significativa presenza di imprese artigiane, di cui 29 sono riferiti a prodotti alimentari e bevande e 17 a servizi a maggiore vocazione artigiana. Il report, inoltre ha verificato le tendenze dei prezzi alla produzione manifatturiera e del costo di costruzione e dei prezzi dei servizi.

"L’inflazione è la nuova 'pandemia economica' - conclude il presidente Bernardi - alla quale si deve dare una risposta concreta ed efficace. Il rischio dei costi che stanno esplodendo si potrebbe presto tradurre in saracinesche abbassate. La forte spinta dei costi, insostenibile in alcuni settori, sta riducendo i margini delle imprese e determina un pesante rialzo dei prezzi alla produzione. Una riduzione dei margini che diviene palese quando si confronta l’inflazione 'in entrata' di materie prime e energia e quella in 'uscita' cioè il costo dei prodotti e dei servizi che in alcuni casi è ancora negativa. Significa che le imprese non vogliono o non possono trasferire i maggiori costi sul cliente. Una situazione che però non reggerà a lungo. Per questo ribadiamo la necessità di interventi veloci per ridurre l’effetto deflagrante che questa situazione potrebbe avere sulla ripresa e per non soffocare i segnali positivi di una possibile ripresa post Covid".

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