Commissione d’inchiesta banche, “Paragone un pericolo” e Mattarella mette il veto

Andrea Arman (Coordinamento don Torta): "Noi non ci stiamo. Si confonde indipendenza con impunità".

Commissione d’inchiesta banche, “Paragone un pericolo” e Mattarella mette il veto
Castelfranco, 30 Marzo 2019 ore 11:55

Commissione d’inchiesta banche, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dà il via libera, ma in una lunga e inusuale lettera ai presidenti di Camera e Senato mette in guardia dal rischia che si possa sovrapporre alla Consob (nel mirino di chi difende i risparmiatori truffati) e che non provochi interferenze con il “normale corso della giustizia”. Parole che suonano chiaramente come “Non vogliamo il senatore Gianluigi Paragone presidente della commissione”.

La reazione del Coordinamento don Torta

La reazione del Coordinamento don Torta, e del suo presidente Andrea Arman, non si è fatta attendere: “Siamo disorientati – dice Arman -. La massima carica dello Stato, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, non darebbe il via libera alla Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle Banche perché il presidente in pectore, senatore Gian Luigi Paragone, si è dimostrato troppo critico nei confronti del sistema finanziario e di Banca di Italia e perché teme che accertare cosa sia successo in questi anni nelle banche e quale ruolo abbiano giocato gli organi di controllo, possa essere destabilizzante per il mondo del credito  (banche e le società finanziarie che a queste girano attorno) in vista di una nuova stagione di crisi del comparto”.

“Si confonde indipendenza con impunità”

“Il Presidente della Repubblica – sottolinea Andrea Arman – invoca la necessità di tutelare l’indipendenza di Banca di Italia, principio condivisibilissimo, ma noi avvertiamo che stiamo vivendo una stagione nella quale si confonde “indipendenza” con “impunità”. Di fatto, si sta affermando un principio spaventoso che opacizza l’agire di settori istituzionali ed economici importantissimi  pur di  preservare la stabilità dei mercati finanziari. Ciò significa che i mercati finanziari hanno il potere di condizionare pesantemente la nostra vita e quella dello Stato, alterandone la naturale dinamica conseguente il patto sociale formalizzato nella costituzione. Temiamo che non solo la Banca Mondiale pretenda di poter agire al di sopra della legge, è l’intero sistema finanziario occidentale che ormai avanza tale pretesa”.

“Non ci stiamo, tanti hanno pagato con la vita”

“Noi risparmiatori, che abbiamo pagato con un pezzo di vita, e tanti con l’intera vita, ai capricci e l’arroganza del mondo finanziario, Non ci stiamo!”, affonda Arman evocando il “Io non ci sto” entrato nella storia pronunciato dal presidente Oscar Luigi Scalfaro quando, nel 1993, fu tirato in ballo da un ex direttore del Sisde.

“Popolari Venete regalate a Banca Intesa”

“Da anni lo chiediamo – aggiunge Arman -, Vogliamo sapere cosa è successo nelle banche, vogliamo sapere dove sono andati i nostri soldi. Oggi aggiungiamo una domanda, alla quale lo Stato deve dare una risposta: “Perché le Popolari Venete sono state condotte al fallimento e regalate a Banca Intesa mettendo nella disperazione molte migliaia di uomini e donne e privando il Veneto del suo vitale sistema creditizio? Quasi tre anni fa avevamo raccolto le firme per una Commissione Parlamentare sulle banche, il Governo Gentiloni aveva con fatica varato una Commissione addomesticata, che comunque non è riuscita a coprire del tutto  i passaggi imbarazzanti nella gestione dei nostri soldi. Nel  pomeriggio apprendiamo  che il Presidente Mattarella ha promulgato la legge e che la Commissione Parlamentare partirà con il freno a mano tirato per i tanti paletti che il Capo dello Stato ha messo.  Non ci dilunghiamo,  certi che i concetti esposti dal Presidente Mattarella saranno ampiamente commentati i prossimi giorni. Confidiamo che alla  presidenza della Commissione Parlamentare vi sia un uomo che non abbia paura e non sia in vendita, né ricattabile”.

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