Vertenza sanitaria

Formazione OSS, il Tar Veneto blocca la Regione. Lanzarin: "Attività a rischio in ospedali e case di riposo"

L'assessore conferma: "Ci rivolgeremo al Consiglio di Stato". E' stato accolto il ricorso degli ordini professionali contrari alla delibera.

Formazione OSS, il Tar Veneto blocca la Regione. Lanzarin: "Attività a rischio in ospedali e case di riposo"
Politica Treviso, 09 Luglio 2021 ore 11:24

La reazione “a caldo” dell’Assessore regionale alla Sanità e al Sociale, Manuela Lanzarin, alla notizia del TAR che ha accolto il ricorso degli Ordini professionali contro la Regione Veneto sulla delibera che istituiva e prevedeva il corso complementare per l’OSS (Operatore Socio Sanitario) e l’OSSS (Operatore Socio Sanitario Specializzato).

Formazione OSS, il Tar Veneto blocca la Regione

“Il TAR ha di fatto accettato la sospensiva e ci ha bloccato. Non è una buona notizia: la situazione, infatti, è molto seria e molto problematica: ad oggi, le Ulss stanno prestando i loro infermieri alle case di riposo. Questo significa che anche negli ospedali le attività vengono ridotte o, comunque, non vengono esercitate come si vorrebbe. Le case di riposo continuano a rimanere in affanno e, all’orizzonte, non vediamo nuovi infermieri e questa situazione, lo ribadisco, dipende moltissimo da una programmazione nazionale errata”.

Sono le parole “a caldo” dell’Assessore regionale alla Sanità e al Sociale, Manuela Lanzarin, alla notizia del TAR che ha accolto il ricorso degli Ordini professionali contro la Regione Veneto sulla delibera che istituiva e prevedeva il corso complementare per l’OSS (Operatore Socio Sanitario) e l’OSSS (Operatore Socio Sanitario Specializzato).

“Una formazione professionale – ha ricordato l’Assessore - che non andava certo a sostituire la figura dell’infermiere, che rimane il profilo professionale cardine, ma che invece formava una figura di supporto, che doveva essere poi coadiuvata da un infermiere, e che in questo momento, soprattutto nelle strutture ospedaliere e nelle case di riposo diventava fondamentale se non essenziale per garantire il servizio.

“Le ordinanze – ha precisato l’Assessore - non indicano in nessun modo né le ragioni di illegittimità del provvedimento né tantomeno il danno che deriverebbe a carico degli infermieri da un mero intervento di formazione complementare qual è quello previsto dalla delibera impugnata. Non é stato in alcun modo considerato lo stato di emergenza che in tema di personale affligge le case di riposo e che è stato fatto presente in udienza dalla Regione, anche evidenziando come alcune strutture devono per questo motivo trasferire alcuni ospiti in ospedale. Per questa emergenza la Regione ha insistito per l’avvio della formazione facendo presente che in ogni momento c’è lo spazio per il confronto con tutte le rappresentanze per arricchire il percorso e condividere le soluzioni”.

“Questa sospensiva – ha concluso l’Assessore - ci blocca finché- crediamo in dicembre - non conosceremo il merito della decisione: una situazione che rischia di mandare a monte la nostra programmazione. A questo punto non resta che rivolgersi al Consiglio di Stato”.