Rimborsi ai truffati dalle banche, ore d'attesa

Rimborsi ai truffati dalle banche, ore d'attesa. Prosegue il braccio di ferro tra il ministro Tria e i due vicepremier Salvini e Di Maio, ora il problema è "parare le spalle" ai funzionari del Mef.

Rimborsi ai truffati dalle banche, ore d'attesa
Politica Montebelluna, 04 Aprile 2019 ore 15:26

Rimborsi ai truffati dalle banche, ore d'attesa. Sono momenti di palpitante attesa tra i risparmiatori delle banche venete truffati che, ancora una volta, sono costretti a vivere momenti di altalenante stato d'animo. Quel che ieri era dato per certo, cioè l'inserimento del Fondo d'indennizzo ai risparmiatori (Fir) nel decreto legge "Crescita" b(evitando così l'attesa della firma dei decreti attuativi alla legge di bilancio), oggi viene nuovamente messo in dubbio, a poche ore dall'approvazione del Dl da parte del Consigliuo dei ministri. Ora, sembrerebbe che il ministro Giovanni Tria non sia sicuro delle norme salva-funzionari contenute in esso, cioè della salvaguardia da responsabilità per i funzionari dello Stato (del Mef, il Ministero di Economia e Finanza)  dall'eventuale accusa di danno erariale nel caso la norma contenga elementi che la magistratura contabile (la Corte dei Conti) possa considerare "aiuti di Stato". Le nuove perplessità, in Tria, sembrerebbero collegarsi a una recente sentenza della Corte di Cassazione che ordinerebbe le amministrazioni pubbliche a non applicare qualsiasi normativa che vada in contrasto con le norme comunitarie.  Quindi Tria vorrebbe reinserire nel testo del decreto quell'arbitrato abiurato dal Movimento 5 Stelle, dall'ala salviniana della Lega e da molte associazioni dei risparmiatori, tra cui lo stesso Coordinamento don Torta. Un braccio di ferro, quello tra Tria (con le lobbies finanziarie) e la coppia di vicepremier Di Maio e Salvini, dove il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte (vicino al pensiero dei due leader) fa un po' da mediatore. Una mediazione che in queste ore pare difficile e che potrebbe, per l'ennesima volta, fa saltare il banco e far ritornare tutto più o meno al punto di partenza. I risparmiatori, intanto, incrociano le dita.