Il festival

Radia 2026 a Montebelluna: quattro giorni sull’evoluzione della radio tra guerra e innovazione

Non solo come si è trasformata nel tempo, ma anche com'è cambiato il modo di usarla, dallo spionaggio a diventare il primo mass media

Radia 2026 a Montebelluna: quattro giorni sull’evoluzione della radio tra guerra e innovazione

Da giovedì 19 a domenica 22 febbraio 2026, il Memoriale veneto della Grande Guerra di Montebelluna sarà la location per “Radia. La radio ieri oggi e domani”, l’evento che ripercorrerà la storia della radio, non solo come la conosciamo oggi, ma anche come strumento di spionaggio e arma di guerra.

Radia 2026: quattro giorni sull’evoluzione della radio

Saranno quattro giorni di ascolto, conversazioni e performance musicali con artisti, ricercati ed esperti della radio. Di fatto, Villa Correr Pisani sarà la location perfetta per ascoltare le opere radiofoniche per un viaggio attraverso l’evoluzione della radio.

L’evento, promosso dal comune di Montebelluna e finanziato dalla Regione Veneto, ruoterà attorno all’importanza della radio, anche in occasione della mostra “Comunicare in guerra – Segnali, codici, propaganda“. In particolare, la Grande Guerra fu l’inizio dell’impiego della radio come strumento per la comunicazione di massa, il primo vero e proprio mass media.

Proprio per questo motivo, il festival vuole trasformare la radio in quello che era un tempo quando costavano troppo per averne una privata: un momento di condivisione.

Per partecipare è necessaria la prenotazione che è possibile eseguire al seguente link: https://www.amadou-comunicazione.com/event-list

Il programma

Per questa iniziativa sono stati organizzati diversi appuntamenti, che includeranno gli interventi di diversi autori e podcasters. Di fatto, giovedì 19 febbraio alle ore 20:30 con l’ascolto integrale delle cinque puntate di “Number Stations, la radio delle spie“. Al termine della riproduzione del podcast, prodotto da Rai Play Sound, è previsto un intervento dell’autore Andrea Borgnino, disponibile per un approfondimento con il pubblico.

La locandina

Venerdì 20 febbraio, sempre alle 20:30, l’attenzione si sposta sulla figura di Maria Pia Moretti con il primo episodio della serie “Donne di parola“, produzione targata Rai Radio Due e RaiPlay Sound. La sessione sarà introdotta da un messaggio registrato dell’autrice Marta Perrotta, rivolto agli spettatori della manifestazione. A seguire, il direttore artistico del progetto, Andrea Borgnino, risponderà alle domande dei presenti in sala.

La giornata di sabato 21 febbraio si apre nel pomeriggio, dalle 17:00 alle 18:30, con il percorso “Nuove macchine, nuovi suoni“. La sound artist Johann Merrich, curatrice della kermesse, condurrà una visita guidata alla mostra “Comunicare in guerra. Segnali, codici, propaganda“, analizzando l’evoluzione tecnologica e sonora nei contesti bellici. In serata, alle 20:30, spazio al cinema del reale con la proiezione di “Comunicare – un figlio, un padre, una radio”. L’evento proseguirà con un concerto di musica elettronica eseguito dal musicista Andrea Gava.

Domenica 22 febbraio è dedicata alle avanguardie e alla reinterpretazione di opere storiche. Alle ore 16:00, Patrizio Peterlini della Fondazione Bonotto curerà l’ascolto guidato “La Voix Libérée. Poesia sonora“. L’incontro propone un’antologia non esaustiva di tracce selezionate dall’archivio della Fondazione, coprendo un arco temporale che va dal secondo dopoguerra agli sviluppi odierni. La chiusura del festival, prevista per le ore 20:00, ospita una prima assoluta creata appositamente per la rassegna: la sonorizzazione dal vivo del film “La guerra e il sogno di Momi” (Itala Film, 1917). La pellicola, capolavoro del cinema muto che racconta la Prima Guerra Mondiale attraverso gli occhi di un bambino utilizzando la tecnica dello stop-motion, sarà accompagnata da una nuova colonna sonora eseguita live dal compositore Roberto Paci Dalò.