Don Giovanni Gatto, 51enne e sacerdote dal 2005, originario di Montebelluna, ha deciso di rinunciare al sacerdozio e ha inviato una lettera a Papa Leone XIV chiedendo la dispensa per tornare alla vita laica.
Secondo quanto ricostruito da Il Gazzettino, nella missiva il sacerdote ammette di aver avuto due relazioni con altrettante donne e spiega il desiderio di costruirsi una famiglia, dopo anni di dubbi sul celibato e sulla propria vocazione.
Il percorso vocazionale di don Giovanni Gatto
Don Gatto racconta un percorso interiore complesso che lo accompagna fin dall’adolescenza, segnata anche da esperienze traumatiche.
“Sono arrivato al diaconato e al sacerdozio non avendo chiara la scelta di vita ministeriale. Il discernimento vocazionale non sempre l’ho vissuto con piena libertà, in alcuni momenti del cammino ero titubante. Inoltre ho fatto fatica a discernere serenamente riguardo al celibato, che negli anni di ministero ho portato avanti con difficoltà. Non sono mai stato pienamente convinto del celibato ecclesiastico; infatti al momento delle promesse di celibato che feci nel giuramento prima dell’ordinazione avevo forti dubbi“.
L’ex sacerdote sottolinea di aver “sempre amato il sacerdozio” e ringrazia “Dio per tutte le soddisfazioni” ricevute, così come per il bene fatto al prossimo. Tuttavia, fa riferimento anche a traumi subiti a dodici anni, che hanno influito sul suo percorso vocazionale.
“Sono stato manipolato e spinto da alcune figure spirituali”.
Relazioni, scelta d’onestà e periodo sabbatico
Don Gatto ammette anche le relazioni affettive: “Tra il diaconato e il presbiterato ho avuto due relazioni con due donne“, esperienze che lo hanno portato a immaginare una vita diversa, con la possibilità di costruire una famiglia. Per questo motivo ha intrapreso un lungo periodo sabbatico per un “profondo discernimento spirituale, psicologico e di disintossicazione“, maturando la decisione di ricominciare con una donna al fianco a Montebelluna.
“Mi sono innamorato di una donna, ho fatto una scelta d’onestà verso me stesso: non potevo più vivere diviso in due”.
Ha raccontato quanto riferito da AbruzzoWeb, in quanto ex parroco della frazione aquilana di Tempera. Così dopo due decenni di servizio pastorale tra il Veneto, sua regione di origine, e l’Abruzzo, ha scelto di lasciare il sacerdozio. A renderlo noto La Nuova Venezia.
La richiesta inviata a Papa Leone XIV
L’ex sacerdote ha inviato ora la richiesta di dispensa a Papa Leone XIV, segnando una svolta definitiva nel suo percorso di vita. La vicenda ha suscitato discussioni nel comprensorio, poiché pur rimanendo fedele alla propria fede, il ruolo sacerdotale viene messo in discussione insieme alla rinuncia a una famiglia che il celibato comporta.
Gatto all’Aquila è ricordato per il suo impegno alla guida della parrocchia di Tempera, negli anni immediatamente successivi al terremoto. In quel periodo era diventato noto anche per essere scampato al crollo della canonica nel 2009, salvandosi grazie alla presenza della sua cagnolina Agnes, episodio che aveva spesso condiviso con la comunità e che aveva rafforzato il legame con i fedeli. Nel 2014 aveva lasciato l’incarico parrocchiale in Abruzzo per fare ritorno in Veneto, sua regione natale. Ha rilasciato un’intervista nel 2021 sul canale di PersoneAQ:
La vicenda di don Giovanni Gatto rappresenta un caso emblematico delle difficoltà vissute da alcuni sacerdoti nel conciliare fede, vocazione e vita personale.