Sono stati risarciti con circa 1,3 milioni di euro i familiari di Mariia Markovetska, la bambina di sette anni di origine ucraina morta il 28 luglio 2022 durante una gita ai laghi di Revine, nel Trevigiano.
Bimba morta al lago durante il Grest: risarcimento da 1,3 milioni ai familiari
L’indennizzo è stato versato dall’assicurazione dell’istituto San Giuseppe di Vittorio Veneto, struttura gestita da religiose che aveva organizzato il centro estivo. La somma è stata riconosciuta ai genitori, ai nonni, a uno zio e alla sorella minore, presente anche lei alla gita.
Il risarcimento ha portato i familiari a non costituirsi parte civile nel procedimento penale in corso davanti al tribunale di Treviso. Il processo prosegue per accertare eventuali responsabilità nella morte della bambina.
Nel procedimento risultano imputate quattro persone, accusate a vario titolo di omicidio colposo. Si tratta di una animatrice di 23 anni incaricata della vigilanza sul gruppo, della responsabile vicaria dell’uscita di 56 anni, della coordinatrice del Grest di 37 anni e di una religiosa responsabile delle attività estive.
La tragedia
Secondo quanto emerso dalle indagini, la bambina sarebbe annegata mentre faceva il bagno insieme agli altri partecipanti al centro estivo. Gli accertamenti, confermati dall’autopsia, hanno stabilito che la causa del decesso è stata l’annegamento. La bambina sarebbe scivolata in un punto del lago più profondo senza essere soccorsa in tempo.
L’esame autoptico non ha escluso completamente un possibile malore, ma la bambina risultava in buone condizioni di salute e non sapeva nuotare.
Proprio su questo aspetto si concentra parte delle contestazioni della Procura, secondo cui non sarebbero state adottate misure di sicurezza adeguate. Tra le criticità evidenziate figurano la mancata predisposizione di un servizio di salvataggio, l’assenza di verifiche sulle capacità natatorie dei minori e la mancanza di dispositivi di sicurezza.
Secondo quanto ricostruito nel corso del processo, inizialmente non era previsto che i partecipanti entrassero in acqua. La decisione di fare il bagno sarebbe stata presa successivamente, dando origine alla sequenza di eventi che ha portato alla morte della bambina.