Stella dell'Imoco

La pantera Egonu “schiaccia” razzismo e omofobia: “Portabandiera azzurra alle Olimpiadi? Un bel segnale”

La pallavolista di Cittadella, nata da genitori africani e omosessuale dichiarata, potrebbe essere portabandiera azzurra a Tokyo: "Un onore".

La pantera Egonu “schiaccia” razzismo e omofobia: “Portabandiera azzurra alle Olimpiadi? Un bel segnale”
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Un simbolo della diversità, la padovana Paola Egonu, 22 anni, potrebbe essere la portabandiera azzurra alle prossime Olimpiadi di Tokyo.

Paola Egonu “schiaccia” razzismo e omofobia

Se la notizia dovesse essere confermata, potrebbe essere davvero un bel segnale di inclusione e riscatto della diversità. Come riporta prima Padova, Paola Egonu, 22 anni, pallavolista di punta della Nazionale italiana e indiscussa protagonista dei numerosi successi dell’Imoco Volley Conegliano, potrebbe essere la portabandiera azzurra alle Olimpiadi di Tokyo.

Egonu, nata a Cittadella da genitori nigeriani, nel 2018 ha fatto anche coming out sulla sua omosessualità in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Le sue origini e il suo orientamento sessuale ne hanno fatto spesso un bersaglio dell’intolleranza retrogada. E in un memento in cui il dibattito pubblico nazionale è monopolizzato dalla diatriba tra favorevoli e contrari al famoso Ddl Zan (anche lui padovano), dal mondo dello sport potrebbe arrivare un importante segnale di apertura e integrazione.

Lei: “Sarebbe un onore”

La stessa pallavolista, che ha mosso i suoi primi passi sportivi proprio a Cittadella, ha dichiarato di recente di intravvedere dei “piccoli spiragli” nella direzione dell’accettazione della diversità.

Omosessualità e razzismo: due tematiche che la schiacciatrice, ormai trevigiana d’adozione, ha conosciuto per esperienza diretta. E sull’ipotesi di vederla sfilare a Tokyo come portabandiera azzurra, lei conferma:

“Sarebbe un segnale importante perché sono l’emblema della diversità a partire dal colore della mia pelle – ha dichiarato – Sono certa che ci sono tante ragazze che si trovano nella mia situazione e che, per paura dei pregiudizi, non hanno la forza di esporsi. Potrei lanciare dei messaggi positivi in questo senso. Per me sarebbe un onore“.

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