Ispezioni del Masaf

Prosecco alla spina: controlli del Ministero nei locali di Vittorio Veneto

Verifiche sulla corretta somministrazione delle denominazioni DOC e DOCG

Prosecco alla spina: controlli del Ministero nei locali di Vittorio Veneto

Gli ispettori del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) hanno avviato una serie di controlli presso bar, ristoranti e osterie di Vittorio Veneto.

L’operazione mira a garantire il rispetto dei disciplinari di produzione del Prosecco DOC e del Conegliano Valdobbiadene DOCG. Al centro degli accertamenti vi è la modalità di servizio della bevanda: la normativa vigente vieta tassativamente la vendita di Prosecco alla spina o sfuso in contenitori differenti dalle bottiglie di vetro.

Ispezioni a tappeto

L’attività di controllo ha interessato due strutture ricettive della città, dove gli incaricati ministeriali hanno operato per oltre tre ore. Gli accertamenti hanno riguardato la scansione dei QR-code e dei bollini anticontraffazione, l’analisi dei menu, delle liste dei vini e lo stato delle scorte nei frigoriferi.

Secondo quanto riferito da Antonella Secchi, direttrice di Ascom Vittorio Veneto, le autorità non hanno rilevato anomalie nelle prime attività visitate, confermando la regolarità della mescita che deve avvenire esclusivamente tramite la stappatura della bottiglia davanti al cliente o il versamento da contenitori originali già aperti.

Una polemica internazionale

Il fenomeno della spillatura irregolare non è un’emergenza recente, ma una criticità che i consorzi denunciano da anni, specialmente sui mercati esteri. Già in passato, come documentato dalle cronache del settore (vedi video), il Regno Unito è finito nel mirino per la diffusione di fusti di vino frizzante venduti falsamente come Prosecco.

Innocente Nardi, già alla guida del Consorzio di Tutela, aveva denunciato queste pratiche come una vera e propria frode, sottolineando che il regolamento europeo protegge la denominazione imponendo il confezionamento esclusivo in vetro per tutelare il consumatore e l’immagine del prodotto.

Sanzioni amministrative e rischi di frode in commercio

Se non si dovessero rispettare le regole si andrà in contro a conseguenze economiche importanti. L’articolo 74 del Testo unico del vino (Legge 238/2016) prevede sanzioni fino a 5.000 euro per irregolarità nelle pratiche enologiche o nella documentazione. Chi propone il prodotto in caraffe o contenitori non autorizzati rischia multe da 150 a 1.500 euro per ogni violazione.

La responsabile dell’associazione di categoria ha precisato che l’utilizzo del termine “Prosecco” per descrivere vino frizzante erogato tramite fusti configura l’illecito di evocazione della denominazione o la frode in commercio; in tali casi, l’alcolico può essere definito solo come “vino frizzante bianco”.

I titolari degli esercizi devono attenersi a criteri precisi per l’immissione al consumo: il Prosecco DOC richiede bottiglie fino a 5 litri, mentre per il DOCG il limite è di 9 litri, sempre con tappi conformi al disciplinare. Le ispezioni del Masaf proseguiranno nei prossimi giorni in altre attività del territorio per assicurare che l’avventore riceva un prodotto autentico e tracciabile, proteggendo il valore economico e d’immagine della denominazione d’origine.