Le nuove disposizioni sulla sosta urbana a Treviso sono entrate in vigore, come preannunciato a novembre dell’anno scorso, delineando un quadro di rincari che culminerà nel 2026 con incrementi fino al 50%.
Il provvedimento introduce il pagamento domenicale pomeridiano e accorcia la pausa gratuita di metà giornata, sollevando critiche tra i residenti e i frequentatori del centro storico.
Le modifiche agli orari e i nuovi costi della sosta
Il piano di riorganizzazione ha modificato la fascia oraria di gratuità meridiana, precedentemente estesa dalle 13:00 alle 15:00. Attualmente, in aree centrali come piazza Vittoria e piazza Duomo, il pagamento riprende alle 14:30. Nelle zone di maggior pregio, la tariffa oraria ha raggiunto i 2,50 euro, portando la spesa per una sosta prolungata oltre le due ore a superare i 5 euro.
A questo scenario si aggiunge l’estensione del pedaggio alla domenica pomeriggio, una misura che elimina la sosta libera festiva. L’obiettivo dell’amministrazione punta a una progressiva revisione dei prezzi che, entro il 2026, vedrà i costi lievitare sensibilmente per scoraggiare l’accesso veicolare prolungato nel nucleo antico.
Le preoccupazioni del parroco del Duomo
Sulle colonne del Gazzettino, il parroco del Duomo e di San Martino, don Mario Salviato, ha espresso forte apprensione per la tenuta sociale della comunità urbana.

Il prete ha osservato come i rincari risultino repentini e significativi, evidenziando la mancanza di fasce di prezzo intermedie che agevolino chi deve trattenersi per tempi brevi o per le funzioni religiose.
“Sono preoccupato, così il centro si svuota”.
Secondo il prelato, l’aumento dei costi dei parcheggi si somma al rincaro degli affitti e alla proliferazione delle strutture extralberghiere, che oggi contano 573 bed and breakfast in città. Questa combinazione di fattori rischierebbe di trasformare il centro in una zona accessibile solo a ceti abbienti, allontanando le giovani coppie.
“Vogliamo che il centro si svuoti? Io penso che dovrebbe essere a misura d’uomo”.
Il parroco ha sottolineato una diminuzione delle presenze nelle parrocchie, chiedendosi quale visione di futuro si stia perseguendo per Treviso e auspicando il ritorno a una dimensione urbana più inclusiva.