A oltre un anno dalla tragedia dell’abbazia di Santa Bona a Vidor, l’inchiesta sulla morte di Alex Marangon – il barman 25enne di Marcon precipitato da una terrazza a quindici metri d’altezza – conosce una svolta.
La Procura di Treviso avrebbe iscritto nel registro degli indagati quattro persone: gli organizzatori della serata, Andrea Zuin e Tatiana Marchetto, e i due curanderos colombiani Jhonni Benavides e Sebastian Castillo.. L’ipotesi di reato è morte in conseguenza di altro reato.

Indagati organizzatori e curanderos colombiani
Secondo quanto riporta il Corriere del Veneto, al centro del fascicolo il referto dell’autopsia: la morte di Alex sarebbe stata causata da un mix letale di ayahuasca e cocaina, sostanze che avrebbero scatenato una crisi psicotica culminata nel volo dal terrazzo. Gli organizzatori hanno sempre negato la presenza della bevanda amazzonica, parlando di una “semplice tisana depurativa” servita alle circa venti persone presenti alla festa Sol del Putamayo.
La famiglia del giovane, assistita dall’avvocato Stefano Tigani, ad agosto ha presentato una querela contro i quattro indagati e contro la moglie del proprietario dell’abbazia (per la quale non è stata aperta alcuna indagine). Le accuse vanno oltre: cessione di stupefacenti, morte conseguente ad altro reato e perfino omicidio volontario contro ignoti.

Un’accusa fondata anche sulla consulenza del medico legale, che ha segnalato due lesioni sospette – una all’occhio e una al costato – non compatibili, a suo avviso, con la caduta. Elementi che spingono la famiglia Marangon a sostenere con forza l’ipotesi di un’aggressione finita in tragedia.