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Truffa alle assicurazioni

Chiedevano indennizzi per 40mila euro per incidenti stradali mai avvenuti: 7 indagati

La finta vittima, dopo aver conferito il mandato all’avvocato ignaro del raggiro, o ad agenzie di pratiche inesistenti, si recava presso strutture sanitarie pubbliche dove il medico stilava certificati che attestavano conseguenze traumatiche, post incidente, inesistenti.

Chiedevano indennizzi per 40mila euro per incidenti stradali mai avvenuti: 7 indagati
Cronaca Treviso, 11 Aprile 2021 ore 11:42

L’indagine della Polizia Stradale di Treviso, attivata dalle denunce querele delle compagnie assicuratrici che avevano evidenziato tre incidenti stradali verosimilmente avvenuti rispettivamente in Cassandrino (NA), Giugliano in Campania (NA) e Casoria (NA) con alcune anomalie, ha fatto emergere, un vero e proprio “sistema” per trarre profitti da incidenti stradali mai avvenuti, costruiti “ad arte” da un gruppo di persone ramificate nel territorio campano.

Chiedevano indennizzi per 40mila euro

I sinistri stradali venivano rappresentati come “incidenti con danni a cose e lesioni a persone anche trasportate”, ma il cui responsabile era sempre ignaro ed inconsapevole del sinistro stradale causato dal proprio veicolo o motociclo. Nel raggiro venivano ingaggiate persone che fingevano di essere vittime di incidenti stradali mai accaduti ed altre, che, vestivano i panni di testimoni, rendendo false testimonianze in modo tale da rafforzare la richiesta di risarcimento, compilando anche constatazioni amichevoli con sottoscrizioni e ricostruzioni totalmente false.

La finta vittima, dopo aver conferito il mandato all’avvocato ignaro del raggiro, o ad agenzie di pratiche inesistenti, si recava presso strutture sanitarie pubbliche, dove il medico stilava certificati che attestavano conseguenze traumatiche, post incidente, inesistenti.

Tre sinistri stradali

I tre sinistri stradali analizzati venivano costruiti anche sulla base di certificazione sanitaria totalmente falsificata.
Le indagini sono state agevolate anche dalla presenza del sistema di geo – localizzazione satellitare cd. “black box” installata dalle Compagnie assicurative con la polizza RCA nei veicoli degli ignari ed inconsapevoli presunti autori, che ha permesso senza alcun dubbio di “scagionare” il presunto ed innocente autore del sinistro stradale.

L’importo delle richieste di indennizzo avanzate dai truffatori si aggirava sull’importo di circa  40.000 euro, somma che se versata dalla Compagnia assicurativa direttamente coinvolta, avrebbe poi avuto conseguenze economiche in capo agli assicurati, a loro mal grado ignari e inconsapevoli dei fatti.

Senza tener conto dell’aggravio economico alle casse del Servizio Sanitario Nazionale per visite mediche di pronto soccorso inutili per certificare lesioni personali di fatto mai accadute (vedasi il caso emerso nel corso delle indagini: di lesioni mandibolari e di masticazione….poi rilevatosi una grave parodontite cioè un’infiammazione dei tessuti paradontali con perdita di denti…) ai quali i truffatori si sottoponevano per dare più fondatezza alle richieste risarcitorie.