Menu
Cerca
Marca trevigiana

“No vax” tra i sanitari, tre focolai nelle case di riposo: ma ora arriva l’obbligo vaccinale

Dieci positivi a Casa Fenzi di Conegliano, ma contagi anche a Fregona e alla Casa del Clero di Treviso. Tutti causati da chi ha rifiutato il vaccino.

“No vax” tra i sanitari, tre focolai nelle case di riposo: ma ora arriva l’obbligo vaccinale
Cronaca Conegliano e Valdobbiadene, 01 Aprile 2021 ore 11:23

Tre focolai nelle case di riposo della Marca per operatori sanitari non vaccinati. Intanto il Governo corre ai ripari e introduce nel decreto l’obbligo per medici, infermieri e sanitari.

“No vax” tra i sanitari, tre focolai nelle case di riposo della Marca

A breve, episodi come quelli avvenuti anche nella Marca trevigiana, non potranno più ripetersi. Proprio ieri infatti, 31 marzo 2021, il Governo Draghi ha varato il nuovo decreto anti Covid – in vigore dal 7 aprile – che introduce, in linea con la volontà precedentemente espressa dal premier, l’obbligo di vaccinarsi per tutto il personale che opera nella sanità, farmacisti compresi.

Cos’è successo infatti a Treviso e provincia? Semplice, anche se poco comprensibile: alcuni operatori sanitari hanno rifiutato di sottoporsi alla vaccinazione. Risultato? Si sono positivizzati e hanno portato il contagio all’interno di alcune strutture particolarmente sensibili: le case di riposo e non solo.

Tre focolai nelle case di riposo

Tre i focolai registrati nei giorni scorsi, legati proprio a questo “gran rifiuto”: in tutto 18 i positivi riscontrati a causa della mancata vaccinazione di alcuni operatori sanitari. Dieci dei quali a Casa Fenzi di Conegliano, dove un singolo operatore ha fatto partire un focolaio che tiene in apprensione responsabili della struttura e familiari.

In tutto nel trevigiano sono stati una cinquantina i “no vax” tra gli operatori sanitari. Gli altri focolai, più contenuti ma ugualmente gravi, si sono registrati alla Casa Amica di Fregona (7 contagiati) e alla Casa del Clero di Treviso (con due sacerdoti in quarantena).

“Vaccinarsi, specie per infermieri, medici e operatori sanitari, è un dovere etico e morale – ha commentato il direttore generale dell’Ulss2, Francesco Benazzi – E’ uno scandalo che chi deve tutelare la propria vita e quella degli altri rimanga al suo posto se non si vuole vaccinare. Come Ulss2 siamo pronti ad assumere tutti i provvedimenti per tutelare la salute pubblica, soprattutto quella degli anziani. In particolare questi casi vanno segnalati all’ordine di competenza per una sospensione dal servizio“.

Misure che tuttavia, con l’entrata in vigore del nuovo decreto, no dovrebbero essere più necessarie.

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Idee & Consigli