Cultura e Turismo

Rocca di Asolo, riapre il monumento simbolo del territorio – GALLERY

300mila euro di contributo del Ministero dei Beni Culturali e un progetto della Soprintendenza per il recupero dell'importante sito storico.

Rocca di Asolo, riapre il monumento simbolo del territorio – GALLERY
Castelfranco, 19 Giugno 2020 ore 16:21

Conclusi i lavori di restauro sul monumento simbolo di Asolo e del territorio asolano.

300mila euro di contributo del Ministero dei Beni Culturali

Riapre la Rocca di Asolo, il monumento che domina il panorama dei Colli Asolani, sottoposto ad un importante intervento di restauro, giunto a conclusione. La Rocca era stata chiusa al pubblico nel 2017, dopo che nelle estati dei due anni precedenti alcuni merli erano stati colpiti da fulmini e danneggiati dalle intemperie. Nel 2017, inoltre, la vecchia scala in legno che portava dall’interno della Rocca al camminamento sommitale presentava uno stato di degrado tale da non risultare più a norma e da non poter essere più utilizzabile.

LA SCHEDA DEL SEGRETARIATO REGIONALE PER IL VENETO DEL MINISTERO DEI BENI CULTURALI

C’era bisogno urgente di un restauro

Da qui la decisione della chiusura del monumento.

“Già nel 2016 – spiega il sindaco Mauro Migliorini – avevo richiesto un contributo al Ministero per i Beni e le Attività culturali per un’importante opera di restauro della Rocca, perché ho ritenuto e ritengo tuttora che non sia solo il monumento simbolo di Asolo, ma sia anche un simbolo per tutto il territorio e per il Veneto, internazionalmente riconosciuto e sito storico tra i più fotografati.”

L’allora e anche attuale Ministro di Beni Culturali Dario Franceschini aveva accolto la richiesta del Comune di Asolo, concedendo al restauro della Rocca 300mila euro di contributo straordinario del Ministero, attraverso il Segretariato Regionale dei Beni Culturali di Venezia. Il progetto di restauro è stato redatto dalla Soprintendenza di Venezia; l’appalto è stato indetto direttamente dal Ministero dei Beni Culturali e nel marzo 2019 sono iniziati gli interventi di restauro, affidati alle ditte S.I.C.E. s.r.l. di Aragona (AG) come mandataria e I.C.M. Carpenterie metalliche s.r.l. di Alia (PA) come mandante, che si sono conclusi in questi giorni.

La nuova scala: “Molto soddisfatti”

Nel corso dei lavori di restauro, un momento molto particolare è stato rappresentato dall’intervento di collocazione della nuova scala in acciaio corten, riposizionata nell’antica sede con un’operazione aerea, tramite l’utilizzo di un elicottero. Una spettacolare e delicata procedura che è stata messa in atto la prima volta nel Veneto, e per la seconda volta in Italia.

“Come Comune siamo soddisfatti per vari motivi – dichiara il sindaco Mauro Migliorini -. In primo luogo perché questo monumento diventa finalmente rivisitabile da parte degli asolani, dei cittadini del territorio e dei turisti. Dal camminamento della Rocca è possibile ammirare un panorama a 360 gradi che va dalle Dolomiti alla Laguna di Venezia e dal Pasubio al Piave, al Montello e a tutta la pianura veneta. Sono contento anche perché abbiamo lavorato tra diverse Amministrazioni pubbliche in modo secondo me proficuo e replicabile anche in altre realtà. Il Comune ha fatto la sua parte, così come hanno fatto la loro parte la Soprintendenza e il Ministero. Quindi, quando ci sono delle ottime sinergie, si riesce a lavorare assieme portando degli ottimi risultati.”

E ancora:

“Aggiungo anche – prosegue il primo cittadino – che il Ministero per i Beni Culturali ci ha comunicato un paio di mesi la destinazione di un ulteriore contributo di 200mila euro, sempre per la Rocca di Asolo, per farvi all’interno una biglietteria, un info point e un servizio igienico. Esprimo il mio plauso al Ministero, alla Soprintendenza, e in particolare all’arch. Luigi Girardini, ma voglio anche ringraziare il nostro ufficio Lavori Pubblici e il direttore della sicurezza del cantiere che è l’arch. Davide Stona, un giovane architetto asolano che si è sempre reso disponibile anche per trovare delle soluzioni concrete per far camminare assieme le esigenze del Comune con quelle del Cantiere e con quelle della Soprintendenza. Un plauso anche alla ditta esecutrice dei lavori, che ha dimostrato una manualità molto bella, con un pregevole risultato. Voglio anche ricordare l’importante contributo degli operai comunali, e ancora della Polizia locale, della Protezione Civile di Asolo e dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo locali che sono stati determinanti durante l’operazione con l’elicottero.”

Infine:

“Restituiamo ad Asolo, al territorio e alla Regione uno dei monumenti simbolo – conclude Migliorini -. Dopo più di un anno di lavori, dopo tre anni di chiusura, finalmente abbiamo riportato visitabile questa nostra eccellenza.”

Il risveglio del turismo di prossimità

All’anteprima dell’apertura riservata alla stampa erano presenti , oltre al sindaco, anche l’assessore alla Cultura e al Turismo di Asolo, Gerardo Pessetto, l’assessore regionale al Turismo, Federico Caner, l’onorevole Angela Colmellere, della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Renata Casarin, direttore segretariato regionale del MIBACT per il Veneto, Fabrizio Magani, Soprintendente dell’area metropolitana di Venezia e delle province di Belluno, Padova e Treviso e Luigi Girardini, responsabile del progetto e direzione lavori.

“Un intervento molto importante per il territorio asolano e non solo in ottica turismo – ha commentato proprio Caner – Da qui sopra si può godere di un panorama unico, che nelle giornate più limpide consente di vedere anche Venezia e il campanile di San Marco”.

Un turismo in lenta ripresa sia nella Città lagunare che ad Asolo, come confermato anche dal sindaco Migliorini:

“Certo, la pandemia ha risvegliato soprattutto l’interesse del turismo di prossimità, abbiamo già registrato numerose visite di veneti e non nelle ultime settimane”.

Un po’ di storia

Simbolo della Città, la Rocca di Asolo si presenta sulla sommità del Monte Ricco (310m) come una solida fortificazione militare. Edificata tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, ebbe funzioni di presidio per la Città. Dai suoi spalti è possibile ammirare tutto il paesaggio circostante con uno sguardo che dalle Dolomiti passa a Venezia. Le indagini archeologiche condotte negli anni ’90 dall’Università di Padova hanno ricostruito la storia di questo manufatto che presenta diverse e successive fasi insediative. Inizialmente il Monte Ricco, luogo su cui insiste la Rocca, era sede di un sacello altomedievale, databile tra VI-IX secolo d.C. e di cui rimane un lacerto di pavimento a mosaico, ora conservato presso il Museo civico, che presenta una decorazione con elementi che rinviano alla tradizione paleocristiana (un pesce e un motivo crociato tra fiori di giglio). L’area fu successivamente occupata da una vasta area cimiteriale a inumazione databile tra il VI e la prima metà del XII secolo d. C. Si sovrappose a questa necropoli un insediamento abitativo e forse anche produttivo databile tra X e XII secolo d.C. da collegare al loco Bragida ricordato dalle fonti storiche nel 1076. La Rocca come la possiamo vedere oggi risale ad un periodo compreso tra XII e XIII secolo, inizialmente come struttura fortificata del tutto distinta da Asolo. La sua costruzione ha comportato la distruzione di una parte dell’insediamento abitativo produttivo precedente e di alcune sepolture della necropoli. Le tracce delle prime fasi di frequentazione (XIII secolo) sono piuttosto labili anche se tale periodo dovette costituire un momento di notevole importanza militare per il manufatto, mentre più evidenti sono quelle legate alle epoche successive della dominazione del Comune di Treviso (1261-1339), poi veneziana (1339-1379), carrarese (1379-1388) e veneziana ancora (1388-1796). Tra il XIII e il XIV secolo è la costruzione di una cisterna pozzo per la raccolta dell’acqua piovana e la sistemazione dell’area dell’angolo sud-orientale per la costruzione di un forno da pane.

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