Montebelluna

Sottopasso di via Piave, il cantiere può procedere: non servono bonifiche ai terreni

Scongiurato il rischio di uno stop per la possibile presenza di idrocarburi o altre sostanze inquinanti sul fondo dell'ex distributore.

Sottopasso di via Piave, il cantiere può procedere: non servono bonifiche ai terreni
Montebelluna, 17 Settembre 2020 ore 11:11

A comunicarlo al sindaco di Montebelluna, l’ingegner Pasquale Dolgetta, referente del Concessionario della SIS Scpa per la realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta.

Notizia di ieri

La notizia – attesa ma non scontata – è stata data ieri, mercoledì 16 settembre 2020: il cantiere per la realizzazione del sottopasso di via Piave a Montebelluna, può procedere. A comunicarlo al sindaco di Montebelluna, l’ingegner Pasquale Dolgetta, referente del Concessionario della SIS Scpa per la realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta coinvolto in quanto l’infrastruttura era stata ottenuta grazie al dialogo tra l’amministrazione comunale guidata da Favero e l’allora commissario superstradale, l’ingegner Vernizzi, quale opera compensativa per l’attraversamento del territorio montebellunese da parte della nuova infrastruttura. Questo perché il nuovo casello di uscita superstradale a Montebelluna, se da un lato consentirà di assorbire flussi veicolari, dall’altro ne genererà di nuovi in accesso alla città e all’area del Montello, in chiave anche turistica.

Terreni ok, si va avanti

Di qui l’esigenza di eliminare il passaggio a livello di via Piave che troppe volte al giorno blocca il flusso viario nel contesto di Guarda ma che poi, dopo la riapertura delle sbarre, per contraccolpo induce problemi alla viabilità anche nel resto del centro cittadino perché le colonne di auto accumulatesi finiscono in fase successiva con l’ingenerare interferenze e sofferenze viarie nelle altre intersezioni cittadine. Nella sua comunicazione al sindaco, viene spiegato come dopo la demolizione dell’impianto di distribuzione carburanti in via Piave – avvenuta in primavera – sia stata richiesta una verifica del fondo scavo per essere certi che i terreni non fossero contaminati da idrocarburi o altro sostanze inquinanti. Fortunatamente ad inizio mese di settembre la SIS ha ottenuto il responso positivo da parte del laboratorio incaricato che ha confermato l’assenza di materiale antropico ed il rispetto dei parametri imposti dal punto di vista ambientale. Il risultato positivo consente quindi al cantiere di proseguire: la SIS Scpa è in stretto contatto con la società Q8 che, a breve giro, dovrà sottoscrivere il verbale di consegna delle aree alla SPV SpA, consentendo di fatto la rimessa delle stesse aree nelle mani della SIS Scpa per l’avvio dei lavori.

Il commento di Favero

Aggiunge il sindaco :

“E’ il passo decisivo che ci porta al cantiere. La grande preoccupazione era che fossero necessarie delle bonifiche sui terreni fortunatamente non è necessario perché il risultato di lab sono rialti negativi quindi a brevissimo vi sarà l’immissione in possesso delle aree per la realizzazione delle opere provvisionali, dalle eventuali bonifiche belliche, alla realizzazione del tunnel. I cittadini comunque possono stare tranquilli. Visto che il cantiere principale è fuori dalla sede stradale, non vi saranno sofferenze per il traffico ordinario, salvo i due tre giorni in cui saranno necessari i lavori di collegamento con la viabilità esistente, ma questo accadrà alla fine della prossima primavera.

E ancora:

“Dopo l’abbattimento di un’abitazione privata, lo spostamento dell’impianto di autolavaggio e la demolizione dell’impianto di distribuzione di carburanti, siamo finalmente al via del cantiere del sottopasso di piazza IV Novembre, opera attesa da oltre 50 anni. Si tratta di un problema, quello del passaggio a livello, che ha angustiato non solo i cittadini di Montebelluna, ma tutti i cittadini del comprensorio della Pedemontana che devono attraversare la nostra città. Non si tratta solo di una questione legata al miglioramento della viabilità, ma anche di una questione ambientale connessa con l’eliminazione delle colonne di autoveicoli che immettono i fumi in atmosfera”.

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