Mogliano Veneto

Assessore Tochet all’iniziativa di Casapound, consiglieri di minoranza: “Scandaloso”

Presentata subito una mozione di sfiducia: "Il Sindaco spieghi in Consiglio Comunale e revochi le deleghe".

Assessore Tochet all’iniziativa di Casapound, consiglieri di minoranza: “Scandaloso”
Politica Treviso, 28 Dicembre 2020 ore 11:26

Mogliano Veneto, scandalosa partecipazione dell’assessore Tochet all’iniziativa di Casapound: a sostenerlo sono i consiglieri di minoranza.

Assessore Tochet all’iniziativa di Casapound, consiglieri minoranza: “Scandaloso”

“Siamo allibiti e indignati di fronte all’episodio che il 21 novembre scorso ha visto la partecipazione dell’assessore Giuliana Tochet a una iniziativa di CasaPound, un movimento politico di estrema destra e di matrice neofascista. L’iniziativa sui social moglianesi in quei giorni è apparsa furbescamente in maniera neutra, salvo poi comparire come targata politicamente e alla quale l’assessore ha partecipato in veste ufficiale, dal momento che indossava la fascia tricolore, il cui uso come noto è normato dalla legge e avviene per delega del sindaco. Già è grave da parte di una autorità pubblica presenziare in veste ufficiale ad un’iniziativa politica poiché in questo caso la forma è sostanza. Ma tale comportamento da grave diventa scandaloso quando la forza politica si rifà apertamente ai valori del nazifascismo come nel caso di CasaPound i cui esponenti si dichiarano, senza pudore, “fascisti del terzo millennio”.

Negli ultimi mesi avevamo notato un avvicinamento dell’assessore Tochet a movimenti e partiti di destra, in particolare a Fratelli d’Italia. Un avvicinamento legittimo anche se totalmente avverso alle nostre culture politiche di appartenenza. In questo caso siamo però di fronte a un episodio di una gravità inaudita, che si accompagna anche alla strumentalizzazione del discorso ufficiale, da parte sempre dell’assessore Tochet, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, durante il quale è stata infangata in maniera ignobile la memoria del movimento partigiano.

Presentata una mozione

Pertanto attraverso una mozione chiediamo innanzitutto che il Consiglio comunale esprima una ferma condanna dell’utilizzo della fascia tricolore per un’iniziativa politica da parte di un membro dell’amministrazione comunale e, nella fattispecie, a un evento promosso da un movimento neofascista, razzista e antisemita. Inoltre chiediamo che il sindaco renda note in Consiglio comunale le ragioni con le quali avrebbe conferito la delega all’assessore Tochet per l’uso della fascia tricolore e per l’eventuale adesione da parte dell’amministrazione all’iniziativa. Infine che il sindaco tragga le giuste conclusioni e proceda alla revoca immediata delle deleghe dell’assessore Tochet, dal momento che ormai non è più meritevole di rappresentare la comunità moglianese con “dignità e onore”, come recita l’art. 54 della Costituzione.

Comunque delle due l’una. O il sindaco non sapeva e l’assessore ha agito in autonomia, fatto comunque grave e censurabile, e quindi siamo di fronte a una giunta che procede in ordine sparso come una nave senza nocchiero; ne deriva che il sindaco, e non è la prima volta che accade, non sa quello che fanno i suoi più stretti collaboratori, le persone che lui stesso ha scelto. Oppure il sindaco sapeva della matrice politica dell’iniziativa e l’ha avvallata concedendo l’uso della fascia tricolore, dunque la responsabilità è tutta di Bortolato e il quadro diventa ancora più grave. A questo punto sarebbe certificato un fatto che è ormai sotto gli occhi di tutti: lo spostamento a destra dell’amministrazione comunale di Mogliano Veneto, a cominciare dal suo primo cittadino. A questo punto non basterebbe la revoca delle deleghe a un assessore, ma dovrebbe essere il sindaco a dimettersi. Attendiamo e pretendiamo risposte da lui in Consiglio comunale. È lui che deve darle. Non solo a noi, ma alla comunità moglianese che non merita questa ennesima ferita”.

I consiglieri comunali
Roberta Albanese
Tiziana Baù
Daniele Ceschin
Ferdinando Minello
Giacomo Nilandi
Renzo Prete

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