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Viabilità del centro di San Zenone, dopo la diffida il sindaco Marin ricorre al Tar contro la Regione

E nel frattempo il Comune si aggiudica 490 mila euro per finanziare proprio la rotatoria in piazza: "Silenzio assordante da Venezia".

Viabilità del centro di San Zenone, dopo la diffida il sindaco Marin ricorre al Tar contro la Regione
Politica Asolo, 03 Agosto 2022 ore 10:00

Colpo di scena sulla sistemazione della viabilità del centro di San Zenone. Silenzio dalla Regione dopo la diffida inviata: Marin presenta ricorso al TAR contro la Regione e nel frattempo si aggiudica 490 mila euro per finanziare la rotatoria in piazza.

Viabilità del centro di San Zenone, dopo la diffida il sindaco Marin ricorre al Tar contro la Regione

Un vero e proprio colpo di scena a San Zenone dove in questi giorni vi è un susseguirsi di novità riguardo la tanto attesa riqualificazione del centro urbano e della viabilità stradale. Come si ricorderà, alla metà dello scorso giugno, il sindaco Fabio Marin aveva inviato una diffida alla Regione veneto affinché le promesse venissero rispettate relativamente all’accordo di programma per l’esecuzione delle opere compensative socio economiche della Superstrada Pedemontana Veneta nel Comune di San Zenone degli Ezzelini.

Risale infatti a dieci anni fa l’accordo tra il Comune di San Zenone degli Ezzelini, Veneto Strade, assieme alla Regione del Veneto, Provincia di Treviso e l’allora Struttura Commissariale per la realizzazione della SPV e di interventi di ottimizzazione, mitigazione e compensazione socio-ambientale ritenuti necessari per il migliore inserimento della SPV a San Zenone degli Ezzelini e per limitare l’impatto territoriale, acustico e visivo dell’opera sul territorio attraversato anche ai fini della riqualificazione del centro abitato del capoluogo.

Riqualificazione del centro urbano e della viabilità di San Zenone degli Ezzelini: proposta votata all'unanimità

L’accordo di programma - poi ratificato dalla Giunta Zaia nel settembre 2012 - venne seguito da un primo progetto formulato da Veneto Strade – ritenuto non conforme alle esigenze della comunità - ed un secondo progetto parzialmente rivisto da Veneto Strade che prevede una consistente riduzione dei costi inizialmente pattuiti, una sola rotatoria a fagiolo, la riqualificazione della piazza centrale e la realizzazione del marciapiede da via Marconi alla Piazza per un valore complessivo di 4 milioni e 100mila euro.

Data l’importanza del progetto nel tempo si sono susseguite richieste formali e informali e solleciti da parte del sindaco Marin che, però mai avevano ottenuto risposta. Fino alla recente decisione di diffidare la Regione affinché convocasse una Conferenza dei servizi tra i diversi enti coinvolti al fine di concludere l’iter progettuale ed avviare i lavori stabiliti nell’accordo. Con la stessa diffida si precisava che in mancanza di riscontro entro 30 giorni, il Comune si riservava ogni iniziativa in sede giudiziaria al fine di ottenere l’esecuzione dell’accordo di programma.

Ricorso al Tar e...colpo di scena!

E così è stato. Non essendo pervenuta alcuna risposta da parte della Regione, qualche giorno fa il Comune ha presentato ricorso al Tar ritenendo che il silenzio serbato dalla Regione del Veneto rispetto alla richiesta di convocazione di una conferenza di servizi sia illegittimo. Sarà ora l’autorità giudiziaria ad esprimersi in merito.

Ma le novità non sono finite perché - notizia di oggi - il Comune è risultato tra gli assegnatari dei fondi erogati attraverso la Legge regionale 39/1991 per interventi a favore della mobilità e della sicurezza stradale. E con quale progetto? Proprio per l’intervento di riassetto viabilistico del tratto urbano della SP248 in centro storico all’intersezione con la SP129 e la strada comunale di via Noè Bordignon - 1° stralcio funzionale, ovvero proprio per la realizzazione della rotatoria di cui all’accordo di programma del 2012 non (ancora) rispettato. Del costo di 700mila euro l’intervento avrà un contributo pari a 490mila euro.

I commenti

Spiega l’assessore ai lavori pubblici, Filippo Tombolato:

“Quello che presumibilmente ci ha fatto ottenere questo contributo è il fatto che il Comune di San Zenone degli Ezzelini avrà sicuramente ottenuto un elevato punteggio per la sinistrosità stradale ed il relativo danno sociale che ne deriva. I dati evidenziano come tra il 2018 ed il 2020 si siano registrati ben 21 feriti per incidenti avvenuti nel tratto di strada interessato ed un danno sociale superiore ad 800mila euro.  Con questo finanziamento verrà attuato il primo lotto funzionale che prevede la riqualificazione e la messa in sicurezza dell'intersezione della S.P. 248 con la S.P. 129  denominata via Marini. Un intervento atteso che si concretizza al momento giusto in quanto partirà in concomitanza con il primo stralcio dei lavori previsti nell’area a sud del municipio”.

Prosegue il sindaco, Fabio Marin:

“È bene sottolineare che il contributo ricevuto è stato assegnato grazie alla partecipazione ad un bando che nulla ha a che vedere con l’accordo sottoscritto anni fa. Abbiamo ritenuto di partecipare in quanto la realizzazione della rotatoria è prioritaria. Riguardo la diffida, della quale non abbiamo mai ricevuto risposta formale, è il caso di considerare quello della Regione un silenzio assordante e c’è da porsi la domanda: perché la Regione non risponde formalmente? Se non avessimo un minimo di ragione, sarebbe bastata una risposta con la spiegazione del perché non mantengono i patti; invece no, nessuna risposta. L’indifferenza regionale ci ha spronati quindi ad essere ancora più determinati nella realizzazione dell’opera e a ricercare fonti di finanziamento alternative. Siamo stati premiati ed abbiamo ottenuto quello che i nostri cittadini si attendono, ovvero le risorse per una prima parte della sistemazione definitiva del centro e della sua viabilità. Ci serviranno altre di risorse per completare l’intera riqualificazione del centro. Mi auguro ora che con il ricorso presentato la Regione Veneto ritorni nei suoi passi adempiendo agli impegni definiti nell’accordo di programma e provveda direttamente alla realizzazione di ciò che manca”.

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