Il Giro d’Italia dedica una tappa alle Colline Unesco

Alla Corsa Rosa, il 23 maggio, ci sarà la cronometro Conegliano-Valdobbiadene con lo strappo del Muro di Ca' del Poggio.

Il Giro d’Italia dedica una tappa alle Colline Unesco
Conegliano e Valdobbiadene, 25 Ottobre 2019 ore 07:36

Il Giro d’Italia dedica una tappa alle Colline Unesco. Il Giro d’Italia celebra il riconoscimento a Patrimonio Unesco delle Colline del Conegliano Valdobbiadene dedicando loro una tappa a cronometro, la numero 14 di sabato 23 maggio che percorrerà praticamente tutto il territorio del Valdobbiadene Docg. La cronometro individuale Conegliano-Valdobbiadene sarà di 33.7 km, interamente caratterizzata da salite e discese a volte anche impegnative (Muro di Ca’ del Poggio con pendenze fino al 19%).

Una tappa alle Colline Unesco

Il Giro d’Italia sale dunque sul Muro. La notizia girava da qualche settimana, ma ora è ufficiale: la 103^ edizione della Corsa Rosa (lunga 3579,8 chilometri), in programma dal 9 al 31 maggio 2020, percorrerà anche la salita simbolo delle colline del Prosecco.

Gli organizzatori del Giro l’hanno annunciato giovedì a Milano, in occasione della presentazione ufficiale di quella che è stata definita la “Corsa più dura del Mondo nel Paese più bello del Mondo”.

L’appuntamento con il Muro di Ca’ del Poggio è per sabato 23 maggio, alla fine della seconda settimana di corsa. Partenza da Conegliano e arrivo a Valdobbiadene: le due “capitali” del Conegliano Valdobbiadene Superiore Docg.

Il Muro di Ca’ del Poggio, a San Pietro di Feletto, arriverà dopo circa 6 chilometri di corsa: curve e controcurve tra i vigneti potranno fare subito la differenza.

Giro d’Italia 2020: prima volta

Sarà una prima volta: il passaggio del Giro d’Italia nel cuore delle colline che pochi mesi fa, il 7 luglio 2019, sono state proclamate Patrimonio dell’Unesco. Ma, allo stesso tempo, sarà anche uno spettacolo ritrovato: il quinto passaggio della Corsa Rosa sul Muro di Ca’ del Poggio, dopo gli applausi ricevuti nel 2009, 2013, 2014 e 2017.

Il Muro di Ca’ del Poggio – unica salita ufficialmente certificata dalla Federazione ciclistica italiana, gemellata dal 2016 con il Muro di Grammont e dal 2018 con il Mur-de-Bretagne – ha caratteristiche uniche. Si sviluppa per poco più di un chilometro su strada interamente asfaltata, con pendenza media del 15% e punte del 19%. E’ uno strappo deciso, quasi violento, che si candida ad essere tra i momenti più spettacolari del Giro d’Italia 2020.

La storia di un territorio – orgoglio, fatica, senso d’appartenenza – idealmente racchiusa nello spazio di poche pedalate, capaci di schiudere grandi orizzonti. Nazareno Balani, il regista del grande sport in Rai, l’ha ben raccontato in un cortometraggio (“Non so come, ma è successo”) che, in occasione della 76^ Mostra del Cinema di Venezia, è stato premiato con il Leone di Vetro.

Sarà una grande festa per migliaia e migliaia di tifosi che, nella terra in cui il ciclismo è una passione largamente condivisa, accorreranno sul Muro per applaudire, e quasi toccare con mano, i campioni del Giro.

Uno spettacolo verticale, che per un giorno disegnerà una sottile striscia rosa nel verde brillante delle colline ricamate dai vigneti. Dove la bici racconta una grande storia. Appuntamento al 23 maggio 2020.

 

Foto del Muro di Ca’ del Poggio, in occasione del passaggio del Giro d’Italia (Foto Bolgan)

Tutte le tappe del Giro:

1/a tappa sabato 9 maggio: Budapest-Budapest, 8,6 km, cronometro individuale.

Breve cronometro individuale con i primi 6 km piatti e i successivi 2 km in salita. Si percorrono strade cittadine ampie e prevalentemente rettilinee fino ai piedi della salita al Quartiere Castello. I primi 300m verso il Castello superano il 10% (max 14%) poi la salita diventa pedalabile fino all’arrivo. Gli uomini di classifica dovranno quindi confrontarsi fin dalla prima tappa che delineerà un abbozzo di classifica dei “big”.

2/a tappa domenica 10 maggio: Budapest-Gyor, 195 km, pianeggiante.

Tappa mossa fin dalla partenza che attraversa i rilievi di contorno al Danubio prima di portarsi verso il finale per ruote veloci a Györ. A 25 km dall’arrivo il breve strappo di Pannonhalma che non dovrebbe comunque riuscire a modificare l’esito finale.

3/a tappa lunedì 11 maggio: Székesfhérvàr-Nagykanizsa, 204 km, pianeggiante. –

Tappa ondulata dall’inizio alla fine, ma senza particolari asperità che si snoda accanto al Lago Balaton quasi per la sua intera lunghezza. Finale molto veloce su stradoni di pianura, ma volata tutta in leggera ascesa.

4/a tappa martedì 12 maggio: Monreale-Agrigento, 136 km, media montagna.

Tappa ondulata, ma impegnativa solo nei 5 km finali dove si risale dai piedi della Valle dei Templi fino ad Agrigento sull’arrivo già affrontato più volte dal Giro con circa 4 km al 5% e punte nel finale a sfiorare il 10%.

5/a tappa mercoledì 13 maggio: Enna-Etna (Piano Provenzana), 150 km, alta montagna.

Prima tappa con arrivo in quota. Si percorre da Enna l’entroterra siciliano fino ai piedi del grande vulcano dove per la prima volta si affronta la scalata da Linguaglossa a Piano Provenzana (18 km media attorno al 7%, finale attorno al 10%).

6/a tappa giovedì 14 maggio: Catania-Villafranca Tirrena, 138 km, pianeggiante.

Tappa breve caratterizzata dalla sola salita pedalabile centrale di Portella Mandrazzi che permette di passare dal versante Ionico a quello Tirrenico lungo il quale si snodano gli ultimi 40 km per una volata quasi certa.

7/a tappa venerdì 15 maggio: Mileto-Camigliatello Silano, 223 km, media montagna.

Tappa molto mossa, potenzialmente dura all’interno della Calabria. Si toccano 3 capoluoghi (Vibo Valentia, Catanzaro e Cosenza) e si scalano molte salite di cui 3 classificate GPM. In particolare l’ultima, il Valico di Montescuro, è lunga oltre 25 km con quasi 1500 m di dislivello e una parte finale abbastanza impegnativa. Dallo scollinamento circa 10 km tutti in discesa.

8/a tappa sabato 16 maggio: Castrovillari-Brindisi 216 km, pianeggiante.

Tappa completamente pianeggiante che parte costantemente in leggera discesa fino a raggiungere la costa ionica che segue fino in Puglia. Dopo Taranto si attraversano le Murge (sfiorando il Salento) fino a Brindisi. Volata sicura per il gruppo compatto.

9/a tappa domenica 17 maggio: Giovinazzo-Vieste, 198 km, media montagna.

Tappa piatta nella prima parte fino a Manfredonia e quindi molto mossa e articolata per tutta la permanenza nel Gargano. Si scala la salita a Monte Sant’Angelo e poi la continua serie di saliscendi della frastagliata costa sud del promontorio. Giunti a Vieste, la corsa percorrerà un circuito di 13 km circa con un paio di brevi, ma impegnativi, strappi prima dell’arrivo.

10/a tappa martedì 19 maggio: San Salvo-Tortoreto Lido, 212 km, media montagna.

Tappa molto mossa con, specie nel finale, una serie di strappi molto impegnativi. Il percorso si snoda in parte sulla costa e in parte all’interno dove presenta le sue difficoltà altimetriche come il GPM a Chieti. Arrivati nella zona di Tortoreto, si sale al borgo alto (pendenze oltre il 15%) prima di passare sull’arrivo per un “circuito” di circa 50 km con i muri di Colonnella, Controguerra (20%) e di nuovo due volte Tortoreto nel finale.

11/a tappa mercoledì 20 maggio: Porto Sant’Elpidio-Rimini, 181 km, pianeggiante.

Tappa abbastanza pianeggiante e costiera nella prima parte. Dopo Pesaro si scala il Monte San Bartolo per portarsi nella porzione moderatamente ondulata attorno a Rimini prima dell’arrivo che dovrebbe essere quasi certamente una volata di gruppo.

12/a tappa giovedì 21 maggio: Cesenatico-Cesenatico, 205 km, media montagna.

Tappa che ricalca quasi integralmente il percorso della famosa Gran Fondo Amatoriale Nove Colli. Il percorso, una volta uscito da Cesenatico e raggiunte le pendici dell’Appennino, serpeggia in un continuo saliscendi che presenta i 9 colli della gran fondo di cui cinque sono stati classificati GPM. Gli ultimi 30 km attraversano nuovamente la pianura per giungere al lungomare di Cesenatico.

13/a tappa venerdì 22 maggio: Cervia-Monselice, 190 km, media montagna.

Tappa di pianura con finale col botto. Dopo quasi 160 km costantemente in pianura per raggiungere la cittadina euganea si affrontano due impegnative salite dei Colli Euganei: il Passo Roverello, 4 km abbastanza pedalabili, e quindi il Muro di Calaone con 2 km che in diversi punti toccano il 20%. Segue un’ampia discesa su Este e breve tratto pianeggiante fino all’arrivo.

14/a tappa sabato 23 maggio: Conegliano-Valdobbiadene, 33.7 km, cronometro individuale.

Cronometro interamente nel territorio del Prosecco Superiore ora Patrimonio dell’Umanità. É interamente caratterizzata da salite e discese a volte anche impegnative (Muro di Ca’ del Poggio pendenze fino al 19%). Un esercizio contro il tempo che costringerà a valutare bene la gestione delle energie.

15/a tappa domenica 24 maggio: Base Aerea Rivolto-Piancavallo, 183 km, alta montagna.

Tappa di montagna. Partenza dalla Base Aerea delle Frecce Tricolori e breve attraversamento della pianura per i primi 40 km. Segue una sequenza di salite e discese quasi senza tratti di vero respiro fino ai piedi della salita finale. Il Piancavallo presenta le sue pendenze più dure nei primi 6 km dove arriva anche al 14%. Dopo, resta una salita impegnativa fino all’ultimo chilometro.

16/a tappa martedì 26 maggio: Udine-San Daniele del Friuli, 228 km, media montagna.

Tappa che si snoda per due terzi nelle prealpi Giulie per poi portarsi nella Valle del Tagliamento. Si scala la Madonnina del Domm (molto nota tra gli amatori locali) e il versante Nord del colle dell’Abbazia di Castelmonte (Monte Spig). Poi, attraverso Monteaperta, la corsa giunge a San Daniele dove si percorrono due giri di un circuito molto impegnativo con lo strappo del Castello di Susans (15%) e la salita al Monte di Ragogna (16%), prima dell’arrivo che comunque ha l’ultimo chilometro sempre all’insù.

17/a tappa mercoledì 27 maggio: Bassano del Grappa-Madonna di Campiglio, 202 km, alta montagna.

Tappa di montagna nella quale si affrontano oltre 5000 m di dislivello concentrati in poche salite, raccordate da ondulazioni senza veri tratti di respiro. Si scala l’inedita Forcella Valbona, il Monte Bondone dal versante inedito di Aldeno (seconda parte oltre il 10%), il passo Durone e la salita finale di Madonna di Campiglio.

18/a tappa giovedì 28 maggio: Pinzolo-Laghi di Cancano (Parco Nazionale dello Stelvio), 209 km, alta montagna.

Tappone alpino con sole quattro salite per 5400 m di dislivello. Partenza in salita sul Passo Campo Carlo Magno per affrontare l’inedito (strada di apertura recentissima) Passo Castrin/Hofmandjoch che porta nell’inedita Val d’Ultimo. Dopo la Val Venosta si scala lo Stelvio dal versante più impegnativo e quindi immediatamente dopo la salita finale ai laghi di Cancano con le “scale di Fraele” e i loro 21 tornanti perfettamente ritmati sul fianco della montagna.

19/a tappa venerdì 29 maggio: Morbegno-Asti, 251 km, pianeggiante.

È la tappa più lunga del Giro d’Italia 2020 con i suoi 251 km. Si costeggia il Lago di Como dal lato occidentale per poi attraversare la Pianura Padana fino alle ondulazioni dell’Alessandrino. Arrivo adatto ad una volata di gruppo (se non arriva la fuga).

20/a tappa sabato 30 maggio: Alba-Sestriere, 200 km, alta montagna.

Tappone alpino di 5000 m di dislivello con sconfinamento in Francia. Si superano Colle dell’Agnello, Col d’Izoard, Monginevro e salita finale al Sestriere. Si tratta a detta di molti della mitica Cuneo-Pinerolo vista in chiave moderna.

21/a tappa domenica 31 maggio: Cernusco sul Naviglio-Milano, 16.5 km, cronometro individuale.

Cronometro individuale perfettamente pianeggiante (o in leggerissima discesa) lungo vialoni ampi e pianeggianti. Finale “classico” nella città che ha dato i natali al Giro d’Italia con arrivo in Piazza Duomo.

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