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Morti sul lavoro

Tre mesi senza Mattia, il dolore e la rabbia di mamma Monica: "Fermiamo questa strage"

Domani a Treviso presidio unitario dei sindacati. I familiari del 23enne di Montebelluna: "Che prezzo ha la vita spezzata di questi giovani?".

Tre mesi senza Mattia, il dolore e la rabbia di mamma Monica: "Fermiamo questa strage"
Attualità Montebelluna, 29 Luglio 2021 ore 07:40

Oggi, 29 luglio, sono trascorsi tre mesi esatti dalla tragica morte di Mattia Battistetti, il 23enne di Montebelluna travolto da un carico di impalcature nel cantiere Bordignon. Il grido di dolore della madre.

Tre mesi senza Mattia, il dolore e la rabbia di mamma Monica

Una strage che non si ferma, aggiungendo dolore a dolore. Sono trascorsi tre mesi da quel tragico giovedì 29 Aprile, giorno in cui Mattia Battistetti, il ragazzo di 23 anni, ha trovato la morte a Montebelluna nel cantiere Bordignon, travolto tragicamente da un carico di 15 quintali di impalcature che si sono sganciate da una gru in movimento e, inaspettatamente, lo hanno colpito alle spalle.

"La mia vita, quella di mio marito, quella di mia figlia e quella dei nonni di Mattia deve sopportare ora un dolore inenarrabile a causa della negligenza di qualcuno - le parole di mamma Monica - La mia voce urla la rabbia che ognuno di noi porta nel suo cuore, voglio denunciare atterrita l’ipocrisia e l’appiattimento di tante “persone” che offrono lavori apparentemente dignitosi affinché evitare che la morte sul lavoro non sia solo dato statistico, che le 35 persone che sono morte da inizio anno in Veneto non rimangano vite invisibili e dimenticate!

È inutile gridare “MAI PIU’” e riempire i social e le colonne dei giornali…i colpevoli VANNO puniti e con severe pene. Qual è il prezzo della vita di mio figlio? O di quella di Aziz Diop, aggregato alla lista dei compianti per un giorno? Il prezzo di una vita e di tante ali spezzate prima ancora di spiccare il volo, non tocca la coscienza di chi dovrebbe salvaguardare i lavoratori. Io sono una mamma e non mi arrendo, ogni volto è il volto di mio figlio e le nostre lacrime una cascata senza sosta. Io accuso e pretendo giustizia, non quella del dio denaro: nel 2021 si muore di lavoro, quel lavoro che si dice “nobilita l’uomo”, ma soprattutto di omertà di fronte all’evidenza quando tutto inesorabilmente rientra nel quotidiano".

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Proprio per questo domani, venerdì 30 luglio 2021, a Treviso, in piazza Aldo Moro, si terrà un presidio unitario dei sindacati Cgil-Cisl e Uil al grido di "Fermiamo le stragi sul lavoro!". L'appuntamento è alle 17.

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